Centenario della Ferrovia del Bernina – un’avventura che dura da 100 anni

Consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf. Vale il testo parlato.

Gentili Signore e Signori,
cari partecipanti,

sono particolarmente lieta di essere oggi qui a Pontresina. Questa giornata mi dà infatti l’opportunità di combinare diverse cose che mi piacciono e che apprezzo molto.

Ossia: stare nei Grigioni, fare escursioni, conoscere nuove persone, rivedere volti noti e infine viaggiare con la Ferrovia retica.

Come potete vedere, questo invito mi ha fatto davvero molto piacere.

Il vero motivo della manifestazione odierna e del nostro incontro è tuttavia il centenario della linea del Bernina.

Dal punto di vista del paesaggio, questa linea ferroviaria è una delle più spettacolari e imponenti del mondo… E non lo dico solo in qualità di grigionese fiera di esserlo.

La rivista americana National Geographic ha eletto la linea ferroviaria del Bernina tra le dieci più belle al mondo.

Dal 2008 la linea del Bernina fa parte – insieme a quella dell’Albula – del patrimonio dell’Unesco.

Inoltre, il fatto che ogni anno circa 70 000 viaggiatori provenienti da tutto il mondo si godano questo tratto è eloquente.

Faccio i miei auguri più sinceri alla Ferrovia retica per il compleanno tondo. I miei auguri vanno anche a tutti coloro che hanno contribuito affinché la Ferrovia possa celebrare l’attuale anniversario.

Non voglio citare altre cifre o soffermarmi su dettagli tecnici – li conoscete già o ne siete probabilmente venuti a conoscenza durante l’anno celebrativo. No, vorrei piuttosto raccontarvi che cosa mi affascina della linea del Bernina.

Ho già percorso molte volte il tratto Pontresina – Tirano. E ogni volta è un’esperienza unica. Ho avuto il piacere del primo viaggio già da bambina.

Sarete d’accordo con me, Signore e Signore, quando affermo che l’espressione "la strada è la meta" si addice perfettamente al viaggio con il Bernina-Express.

Sono convinta di sì! Infatti durante questo viaggio si è seduti in treno, si guarda dal finestrino, vedendo scorrere un paesaggio incredibilmente bello e variegato.

Dopo Pontresina si sale sull’Altopiano del Morteratsch, da cui si staglia l’imponente omonimo ghiacciaio.

Dopo molte curve, diversi laghi e dopo aver ammirato montagne maestose si raggiunge il "culmine", nel vero senso della parola, della linea, ossia il Passo del Bernina (a 2253 metri di altitudine). Se in valle ha già fatto capolino la primavera, qui sopra è ancora perlopiù inverno inoltrato. Anche questo viaggio attraverso diverse stagioni conferisce alla Ferrovia del Bernina un fascino del tutto particolare.

Dalla cima del Passo il treno scende tortuosamente di nuovo in direzione di Poschiavo. E nella Val Poschiavo i "viaggiatori della prima volta" constatano di solito con stupore che il treno diventa improvvisamente un tram.

Infine, presso Brusio si gira in tondo e si può ammirare un capolavoro degli ingegneri ferroviari svizzeri.

E quando le prime palme iniziano a fiancheggiare la linea ci si rende conto di essere giunti in Italia. Non è forse il miglior modo per attraversare le Alpi?

Peraltro, la maggior parte dei passeggeri non scende a Tirano – anche se ne varrebbe assolutamente la pena – bensì riprende il prossimo treno per Pontresina.

Un anniversario consente sempre di fare il punto della situazione e di rivolgere lo sguardo al passato e al futuro.

La linea del Bernina è senza dubbio un’impresa pionieristica svizzera. La sua pianificazione ha coinvolto persone con visioni, che si erano ripromesse di rendere possibile qualcosa di praticamente impossibile. Ci sono riuscite con l’aiuto di numerosi lavoratori provenienti dalla Svizzera e dall’estero, soprattutto dall’Italia. Questi lavoratori hanno realizzato, in parte in condizioni estreme, ciò che gli ingegneri avevano progettato al tecnigrafo.

Negli ultimi 100 anni la Ferrovia retica ha sempre dovuto far fronte a nuove sfide, adeguarsi a nuove situazioni, nonché trovare e sviluppare soluzioni.
Con successo!

Per il Cantone dei Grigioni è diventata di gran lunga uno dei più importanti fattori economici. E ci ha avvicinati, noi grigionesi, gli uni agli altri. In senso figurato, perché la «piccola rossa» è diventata un simbolo, un emblema per il nostro Cantone. E concretamente anche perché questa ferrovia garantisce tutto l’anno un collegamento da Nord a Sud, da una valle all’altra, da una regione linguistica all’altra.

Ma la linea del Bernina è molto di più: in tutto il mondo è un’ottima ambasciatrice della Svizzera... senza correre il rischio di creare incidenti diplomatici.

I messaggi che trasmette sono infatti: paesaggio spettacolare, tecnica all’avanguardia, persone cortesi, un’esperienza indimenticabile. Non è possibile chiedere una migliore pubblicità per la Svizzera, per il Cantone dei Grigioni!

La linea del Bernina ha anche un futuro, ne sono convinta!

Naturalmente può capitare che un paio di nuvole grigie si staglino all’orizzonte. Però sono certa che la qualità avrà la meglio anche in futuro.

Inoltre, le "novità" risalenti al 1910 sembrano durare nel tempo: all’epoca apparve per la prima volta sul mercato una variante semplificata del gioco "Pachisi", che continua tuttora ad avere successo ovunque con il nome "Non t’arrabbiare". Inoltre, nel 1910 una rinomata marca automobilistica ha utilizzato per la prima volta la stella quale suo simbolo sul radiatore, probabilmente noto alla maggior parte delle persone.

Auguro alla Ferrovia del Bernina un futuro radioso e spero che possa mantenere lo spirito pionieristico dell’epoca in cui fu fondata.

In ogni caso tornerò a viaggiare quanto prima sulla linea del Bernina – in fin dei conti da brava madrina voglio sapere come sta la mia figlioccia "Allegra"...

E chi lo sa, magari uno dei presenti sarà il mio compagno di viaggio.

Gentili Signore e Signori, vi ringrazio della vostra attenzione e vi auguro buon appetito!

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Ultima modifica 18.09.2010

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