Corona: Domande e risposte sull’entrata e il soggiorno in Svizzera, le eccezioni e il blocco dei visti

Poiché la nostra helpline via mail e telefono è sovraccarica, si consiglia di leggere dapprima attentamente le domande e risposte più frequenti sulle restrizioni d’entrata e le eccezioni vigenti.

Chi non trova una risposta alle sue domande, può contattarci per mail. Facciamo notare che riceviamo oltre 1000 domande al giorno e che di regola possiamo rispondere solo dopo alcuni giorni. Trattiamo in modo prioritario le domande urgenti.

In quanto autorità svizzera in materia di migrazione, forniamo informazioni unicamente in merito all’entrata in Svizzera. L’entrata negli altri Stati rientra nella sfera di competenza delle autorità di questi ultimi.


Domande generali

Il Consiglio federale ha deciso le seguenti misure:

  • l’ordinanza disciplina le misure introdotte alle frontiere terrestri e aeree della Svizzera a causa del coronavirus. Tali misure intendono impedire l’ulteriore diffusione della pandemia. La sicurezza della popolazione è assolutamente prioritaria;
  • l’11 maggio 2020 il Consiglio federale ha deciso primi allentamenti alla frontiera svizzera (comunicato stampa);
  • un ulteriore allentamento introdotto il 15/16 maggio 2020 con la Germania e l’Austria consente l’attraversamento delle frontiere alle coppie non coniugate, ai proprietari di una residenza secondaria o di un orto ecc.;
  • l’8 giugno 2020 seguono ulteriori allentamenti volti soprattutto ad agevolare le condizioni per l’economia e per il reclutamento sul mercato del lavoro. Potranno ad esempio essere trattate tutte le domande di lavoratori dell’UE/AELS. Se è nell’interesse pubblico o se ne hanno urgentemente bisogno, le imprese svizzere potranno inoltre assumere lavoratori altamente qualificati provenienti da Stati terzi. Il ricongiungimento familiare sarà nuovamente possibile per tutti i titolari di un permesso di domicilio, di dimora e per dimoranti temporanei nel rispetto delle usuali condizioni e procedure;
  • il 15 giugno si intende reintrodurre completamente la libertà di viaggio e la libera circolazione con la Germania, l’Austria e la Francia;
  • il Consiglio federale mira a ripristinare la libertà di viaggio e la libera circolazione delle persone nello spazio Schengen entro il 6 luglio;
  • il Consiglio federale deciderà in un secondo tempo e d’intesa con gli Stati Schengen in merito a ulteriori allentamenti delle restrizioni d’entrata nei confronti di Stati terzi;
  • fino a quel momento rimane vietato entrare in Svizzera per motivi esclusivamente turistici.

L’entrata è rifiutata a tutti gli stranieri, privi di un titolo di soggiorno o di un permesso di lavoro valido in Svizzera. Il divieto di entrata si applica in particolare a:

  • chi desidera usufruire di servizi in Svizzera;
  • turisti, visitatori di o partecipanti a manifestazioni;
  • chi intende usufruire di un trattamento medico non ancora iniziato o non considerato necessario;
  • chi cerca un posto di lavoro o è invitato a un colloquio di presentazione;
  • chi intende inoltrare una domanda per un permesso di soggiorno.

Al momento le misure riguardano tutti gli Stati, eccetto il Liechtenstein.

Le autorità svizzere non ordinano la quarantena dopo l’entrata in Svizzera. Occorre tuttavia rispettare le regole comportamentali dell’UFSP: 
Raccomandazioni per chi viaggia

Il Consiglio federale allenta gradualmente le restrizioni d’entrata e di ammissione decise in seguito alla pandemia del coronavirus. In tale contesto saranno determinanti l’ulteriore evoluzione della pandemia e gli sviluppi negli Stati limitrofi (apertura delle frontiere interne). Pertanto, al momento non è possibile definire una data precisa per l’abolizione delle singole misure. I primi allentamenti risalgono all’11 maggio. Ulteriori allentamenti tra la Svizzera, la Germania e l’Austria sono stati concordati per il 16 maggio. Una terza fase di allentamenti segue l’8 giugno 2020. L’obiettivo è ripristinare completamente la libertà di viaggio con la Germania, l’Austria e la Francia il 15 giugno.

Cfr. i comunicati stampa 
del 29 aprile 2020 
del 13 maggio 2020 
del 15 maggio 2020 
del 27 maggio 2020


Chiusura della frontiera ed eccezioni

L’autorità cui compete il controllo ai confini vieta a tutte le persone di entrare in Svizzera, qualora non adempiano una delle seguenti condizioni:

  • hanno la cittadinanza svizzera
  • dispongono di un documento di viaggio, ad esempio di un passaporto o di una carta d’identità, e di
    • un titolo di soggiorno, segnatamente di un permesso di soggiorno svizzero
      (L / B / C / Ci)
    • un permesso per frontalieri (permesso G; soltanto per scopi professionali)
    • una carta di legittimazione del DFAE
    • un visto D emesso dalla Svizzera
    • un visto C emesso dalla Svizzera dopo il 16 marzo 2020 in seguito a un pertinente motivo di deroga
    • un visto C emesso dalla Svizzera per attività lucrativa di breve durata
    • l’assicurazione di un permesso di dimora (un contratto di lavoro non è sufficiente per entrare in Svizzera; i titolari di una tale assicurazione possono entrare al più presto tre giorni prima della data di validità dell’assicurazione)
  • dispongono di un titolo di viaggio per rifugiati rilasciato dalla Svizzera, nonché di un permesso di dimora o di domicilio valido o di un permesso F valido;
  • sono cittadini dell’UE/AELS e sono in possesso di un attestato di notifica (per un’attività lucrativa/prestazione di servizi fino a 90 giorni all’anno). I titolari di un attestato di notifica possono entrare in Svizzera al più presto un giorno prima dell’inizio dell’attività lucrativa;
  • trasportano merci a scopi commerciali e sono in possesso di una bolla di consegna delle merci;
  • si limitano a transitare per la Svizzera con l’intento e la possibilità di recarsi direttamente in un altro Paese;
  • si trovano in una situazione di assoluta necessità. La valutazione della necessità rientra nel margine d’apprezzamento dell’autorità cui compete il controllo al confine;
  • sono specialisti di grande importanza del settore sanitario (sono necessarie un’attestazione della notifica o un attestato dell’autorizzazione o un’autorizzazione d’entrata con un visto).

Le persone in questione devono rendere credibile di soddisfare una delle condizioni elencate presentando le prove del caso al valico di frontiera.

Attenzione: le compagnie aeree decidono autonomamente a quali condizioni trasportare i passeggeri. Raccomandiamo pertanto di chiarire tali condizioni direttamente con la compagnia aerea.

No, l’importazione di merci attraverso un valico di frontiera con uno Stato limitrofo è vietata se il viaggio ha il solo scopo di fare acquisti. Tale regola si applica anche se sono adempite le condizioni di entrata sopra citate.

Comunicato stampa dell’Amministrazione federale delle dogane AFD del 16 aprile 2020

In situazioni di assoluta necessità è possibile entrare in Svizzera nonostante il divieto d’entrata. L’autorità di controllo alla frontiera decide sul posto se si tratta di una situazione di assoluta necessità. Concede l’entrata in particolare nei casi seguenti:

  • visita in caso di decesso o letto di morte di un familiare stretto residente in Svizzera, in particolare coniuge, partner, genitori, fratello o sorella, figlio, nipote, cognato/-a. Il visitatore può entrare in Svizzera insieme ai membri del nucleo familiare, ossia al coniuge, al partner registrato e ai figli minorenni;
  • prosecuzione di un trattamento medico indispensabile iniziato in Svizzera o all’estero;
  • coniuge straniero e figli(o) minorenne(i) straniero(i) di un cittadino svizzero che a causa della situazione attuale al loro domicilio all’estero intendono rientrare in Svizzera assieme al familiare svizzero, ad esempio in caso di evacuazione.
  • visite ufficiali urgenti nell’ambito degli impegni internazionali della Svizzera;
  • l’entrata di membri d’equipaggio di mezzi di trasporto pubblici, quali ferrovie, bus, tram, voli di linea e voli charter, nonché di membri d’equipaggio di voli del traffico merci, di servizio e di aeroambulanze nonché di voli a scopo di manutenzione e di voli privati (business e general aviation) per il trasporto di persone autorizzate a entrare, come pure l’entrata di autisti di bus scolastici privati;
  • accudimento di familiari malati, anziani o minorenni, indipendentemente dal grado di parentela;
  • esercizio dei diritti di visita dei figli e dei loro accompagnatori secondo il diritto civile, il che comprende anche l’entrata del figlio in Svizzera;
  • visita ai membri del nucleo familiare (coniugi, partner registrati e figli minorenni) con domicilio in Svizzera. Sono pure possibili le visite a membri del nucleo familiare provenienti da Stati dell’UE/AELS che soggiornano in Svizzera per svolgere un’attività lucrativa temporanea (in particolare lavoratori stagionali o ausiliari nell’agricoltura);
  • udienze o appuntamenti d’affari indifferibili che richiedono la presenza dell’interessato, quali ad esempio la negoziazione e la firma di un contratto, ispezioni aziendali e altri importanti interventi di rappresentanza;
  • entrata di specialisti del settore sanitario e dei loro familiari;
  • entrata di persone per eseguire lavori di manutenzione urgenti a importanti infrastrutture; ad esempio specialisti per la manutenzione di centrali nucleari;
  • accompagnamento per l’entrata e l’uscita di persone autorizzate a entrare in Svizzera ai sensi dell’articolo 3 dell’ordinanza 2 COVID-19 e necessitanti di assistenza particolare (p. es. minori, anziani, disabili);
  • cittadini dell’UE/AELS che sono in grado di esibire un contratto di lavoro concluso prima del 25 marzo 2020 e un contratto di locazione in Svizzera, firmato e valido al più tardi dal 1° aprile 2020;
  • cura o ritiro di animali da effettuare di persona per evitare che gli animali subiscano danni irreversibili o muoiano;
  • entrata di bambini e adolescenti per frequentare la scuola dell’obbligo e la scuola dell’infanzia in Svizzera. Possono entrare in Svizzera anche le persone che li accompagnano (un genitore o una persona che li assiste).

Le deroghe non devono essere in contrasto né con lotta alla pandemia né con le disposizioni dell’UFSP.

I casi di rigore e i casi nell’interesse pubblico vanno resi verosimili, in particolare presentando i giustificativi seguenti all’autorità di controllo delle frontiere:

  • certificato di domicilio
  • certificato medico
  • annuncio mortuario
  • estratti del registro delle famiglie o altri atti dello stato civile
  • citazione in giudizio
  • sentenza
  • documenti d’affari
  • attestato o tessera scolastica della scuola dell’obbligo o della struttura di custodia collettiva diurna

La decisione se si tratta di un caso di rigore rientra nella discrezionalità dell’autorità di controllo delle frontiere. Una decisione preliminare della SEM non è necessaria se i fatti rientrano chiaramente in una delle situazioni descritte in precedenza. In questi casi sconsigliamo pertanto di rivolgersi prima alla helpline, considerati i lunghi tempi d’attesa.

Per i voli a destinazione della Svizzera va tenuto conto di quanto segue: se sono adempite le condizioni per un caso di rigore ed è possibile comprovarlo con i giustificativi del caso, è possibile entrare in Svizzera. Tuttavia, le compagnie aeree decidono per proprio conto se e a quali condizioni trasportare un passeggero. Le autorità svizzere non possono influire su tale decisione e non organizzano voli in Svizzera per le persone in questione.

L’entrata in Svizzera al solo scopo di recarsi alla residenza secondaria non rientra negli attuali casi di rigore (si veda però la rubrica «Allentamenti dei Paesi limitrofi Svizzera / Germania / Austria»; lo stesso vale per gli affari bancari di ordinaria amministrazione che non richiedono la presenza del cliente in Svizzera.

Una lettera d’invito in cui l’azienda ubicata in Svizzera espone in modo comprensibile i motivi per i quali l’appuntamento di lavoro è importante e indifferibile e richiede la presenza della persona in questione.


Allentamenti dei Paesi limitrofi Svizzera / Germania / Austria

La Svizzera ha concordato con la Germania e l’Austria una dichiarazione comune d’intenti. Essa prevede un allentamento delle restrizioni d’entrata e permette a determinati gruppi di persone provenienti dai suddetti Paesi di entrare in Svizzera per motivi familiari importanti.

Questo vale, su riserva delle condizioni d’entrata ordinarie e a prescindere dalla cittadinanza per:

  • visitare il partner nel caso di una coppia non sposata la cui relazione sussisteva già prima di marzo 2020;
  • rendere visita a parenti quali genitori, nonni, figli maggiorenni, nipoti, fratelli, cognati, suoceri, zii, cugini (propri o quelli del coniuge/partner);
  • partecipare a eventi familiari importanti quali matrimoni, funerali e feste religiose, anche di persone che non rientrano nella cerchia familiare.

La durata della visita è limitata a 90 giorni.

Il motivo dell’entrata deve essere reso credibile per mezzo di una dichiarazione (autocertificazione), che deve essere stampata, compilata, firmata e presentata al controllo alla frontiera. L’entrata non è consentita se l’autocertificazione è presentata in forma elettronica, poiché è necessaria la firma manuale. L’autocertificazione non deve essere consegnata al confine e non è registrato alcun tipo di dati. I moduli per l’autocertificazione dei suddetti Stati (Svizzera, Germania, Austria) sono equivalenti. L’entrata in Svizzera è possibile con ciascuno dei tre moduli. Va compilato un modulo per persona e per entrata. I figli minorenni possono figurare sul modulo della madre o del padre.

Autocertificazione visite

Dopo l’entrata in Svizzera bisogna attenersi alle regole sanitarie emanate dall’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), tra cui in particolare il distanziamento e le misure protettive nei contatti con altre persone.

Se nell’autocertificazione si forniscono intenzionalmente informazioni false alle autorità competenti, ne può scaturire una denuncia alle autorità di perseguimento penale.

La Svizzera ha concordato con la Germania e l’Austria una dichiarazione comune d’intenti. Essa prevede un allentamento delle restrizioni d’entrata e permette, su riserva delle condizioni d’entrata ordinarie e a prescindere dalla cittadinanza, di entrare in Svizzera dai suddetti Paesi per gestire, curare o utilizzare immobili (in particolare residenze secondarie e orti), un’area agricola, venatoria o forestale o per accudire animali.

Il motivo dell’entrata deve essere reso credibile per mezzo di una dichiarazione (autocertificazione), che deve essere stampata, compilata, firmata e presentata al controllo alla frontiera. L’entrata non è consentita se l’autocertificazione è presentata in forma elettronica, poiché è necessaria la firma manuale. L’autocertificazione non deve essere consegnata al confine e non è registrato alcun tipo di dati. I moduli per l’autocertificazione dei suddetti Stati (Svizzera, Germania, Austria) sono equivalenti. L’entrata in Svizzera è possibile con ciascuno dei tre moduli. Va compilato un modulo per persona e per entrata. I figli minorenni possono figurare sul modulo della madre o del padre. In tal modo una persona può entrare in Svizzera con il/la suo/sua coniuge e i figli minorenni.

Autocertificazione proprietari

Dopo l’entrata in Svizzera bisogna attenersi alle regole sanitarie emanate dall’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), tra cui in particolare il distanziamento e le misure protettive nei contatti con altre persone. Se nell’autocertificazione si forniscono intenzionalmente informazioni false alle autorità competenti, ne può scaturire una denuncia alle autorità di perseguimento penale.

In questo caso non è possibile passare la frontiera. L’entrata è consentita soltanto con un’autocertificazione compilata in modo veritiero.


Regole per coppie non sposate (escluse Germania e Austria)

Al momento non è possibile visitare il partner in Svizzera se la coppia in questione non è sposata, non vive in unione domestica registrata o non ha figli in comune e se tra la Svizzera e lo Stato di provenienza non è stata concordata una dichiarazione d’intenti relativa all’allentamento delle restrizioni d’entrata.

Cfr. il capitolo «Allentamenti con gli Stati limitrofi».

Tuttavia, il/la partner di una coppia non sposata con figli minorenni comuni può entrare in Svizzera a scopo di visita. Deve tuttavia rendere credibile la sua situazione con i pertinenti attestati (p. es. estratto del registro di famiglia o altri documenti di stato civile).

Attualmente non è possibile entrare in Svizzera per preparare il matrimonio: allo scopo è infatti necessario un permesso per dimoranti temporanei, che le autorità cantonali della migrazione non rilasciano in questo momento.


Ricongiungimento familiare

Il ricongiungimento familiare implica il domicilio permanente di un membro della famiglia in Svizzera; non significa fare visite o vacanze di famiglia in Svizzera.
 

Ricongiungimento familiare con cittadini svizzeri
Dall’11 maggio 2020 i cittadini svizzeri possono di nuovo farsi raggiungere dai coniugi e figli minorenni stranieri.

Eventuali domande vanno rivolte direttamente alla competente autorità della migrazione del Cantone di domicilio.

Per maggiori informazioni consultare le istruzioni LStrI della SEM (n. 6.2 segg.):
Istruzioni LStrI


Ricongiungimento familiare con cittadini dell’UE/AELS domiciliati in Svizzera
Dall’11 maggio 2020 è di nuovo possibile il ricongiungimento familiare con cittadini dell’UE/AELS titolari di un permesso di soggiorno svizzero (L, B e C), indipendentemente dalla nazionalità dei familiari.

I cittadini dell’UE/AELS possono farsi raggiungere dai figli e dal coniuge, nonché dai figli del coniuge se minori di 21 anni o a carico. I cittadini dell’UE/AELS e i loro coniugi possono farsi raggiungere anche da parenti in linea ascendente (genitori, nonni) purché siano a carico. Gli studenti provenienti da Stati UE/AELS possono farsi raggiungere dal coniuge e dai figli a carico.

Il ricongiungimento familiare presuppone la disponibilità di un alloggio adeguato; i lavoratori indipendenti e le persone che non esercitano un’attività lucrativa devono inoltre disporre dei fondi necessari al mantenimento della famiglia.

Eventuali domande vanno rivolte direttamente alla competente autorità della migrazione del Cantone di domicilio.

Per maggiori informazioni consultare il
promemoria Ricongiungimento familiare UE/AELS.


Ricongiungimento familiare con cittadini di Stati terzi domiciliati in Svizzera
Al momento il ricongiungimento familiare con cittadini di Stati terzi domiciliati in Svizzera non è possibile.

Possono tuttavia farsi raggiungere dal coniuge e dai figli minori di 18 anni gli stranieri ammessi a un’attività lucrativa in Svizzera a titolo di specialisti della sanità o dell’approvvigionamento in virtù delle disposizioni derogatorie dell’ordinanza 2 COVID-19.

Eventuali domande vanno rivolte direttamente alla competente autorità della migrazione del Cantone di domicilio.

Per maggiori informazioni consultare le istruzioni LStrI della SEM (n. 6.4 segg.):
Istruzioni LStrI

La domanda di ricongiungimento familiare va presentata all’autorità cantonale della migrazione del Cantone di domicilio del richiedente. Per entrare in Svizzera, i familiari che intendono raggiungere i loro congiunti devono disporre di un titolo di viaggio, nonché di un’assicurazione del permesso di soggiorno, anche se sono cittadini UE/AELS. Ai cittadini di Stati terzi occorre inoltre un visto, che possono richiedere alla rappresentanza svizzera all’estero. Per il rilascio del visto, la rappresentanza necessita del consenso della competente autorità cantonale (ufficio della migrazione).

Autorità cantonali della migrazione


Entrata per lavoro di cittadini UE/AELS, frontalieri e libera circolazione delle persone

Possono entrare in Svizzera le persone titolari di un permesso di soggiorno valido (permesso L, B, C), di un permesso per frontalieri (permesso G) o di un attestato di notifica per attività lucrativa di breve durata fino a 90 giorni l’anno.

Per i frontalieri e i fornitori di servizi deve tuttavia sussistere un motivo professionale per entrare in Svizzera. In generale i passaggi al confine vanno ridotti al minimo e occorre rinunciare a viaggi non urgenti. Ai frontalieri indipendenti con un’impresa in Svizzera l’entrata dovrebbe in linea di massima essere permessa ai fini della contabilità e del ritiro della posta, anche se l’impresa è chiusa. Questo vale solo per chi è titolare di un permesso per frontalieri valido.

Inoltre, l’entrata per un periodo massimo di 90 giorni, finora esente da autorizzazione, non è più possibile. Pertanto, solo le persone in possesso di un attestato di notifica o di una garanzia dell'autorizzazione (è richiesto un interesse pubblico preponderante) possono entrare in Svizzera. Deve comunque sussistere un interesse pubblico prevalente. Un contratto di lavoro o una conferma dell’incarico non è sufficiente per passare il confine svizzero.

I Cantoni trattano tutte le domande di permesso di soggiorno o per frontalieri presentate da lavoratori provenienti dall’UE/AELS prima dell’introduzione delle restrizioni d’entrata (25 marzo 2020).

In linea di massima sono ammesse solo le attività lucrative che rispondono a un interesse pubblico preponderante ai sensi dell’ordinanza 2 Covid‑19. È segnatamente il caso delle attività che garantiscono beni e servizi vitali nei settori della sanità, dell’agricoltura (specialisti e ausiliari), della tecnologia dell’informazione e della ricerca. In questi casi può essere rilasciata una garanzia o un permesso di soggiorno che permette di varcare il confine.

Le autorità cantonali trattano le domande di permesso di soggiorno o per frontalieri presentate da lavoratori provenienti dall’UE/AELS anche in assenza di un interesse pubblico predominante, se:

  • la domanda è stata presentata prima che fossero introdotte le restrizioni d’entrata, ossia prima del 25 marzo 2020
  • è stato stipulato un contratto di lavoro con un datore di lavoro svizzero prima del 25 marzo 2020

Compete alle autorità cantonali decidere, nello specifico, se sussiste un interesse pubblico predominante.

I titolari di una garanzia di permesso di soggiorno possono entrare in Svizzera al più presto tre giorni prima della data di validità della garanzia.

Il rilascio di permessi di soggiorno e per frontalieri compete alle autorità cantonali della migrazione. I dati di contatto sono reperibili qui: 
Autorità cantonali della migrazione e preposte al mercato del lavoro

Le persone il cui permesso di soggiorno o per frontalieri è scaduto possono contattare la competente autorità cantonale della migrazione A causa della situazione attuale, i tempi di trattamento sono piuttosto lunghi. Un permesso di soggiorno o per frontalieri scaduto non consente di entrare in Svizzera.

La procedura di notifica va seguita in caso di attività lucrativa di breve durata che non supera tre mesi o novanta giorni in un anno civile. Vale sia per l’assunzione di un posto di lavoro che per la prestazione di un servizio.

Un attestato di notifica presuppone l’esistenza di un interesse pubblico preponderante ai sensi dell’ordinanza 2 Covid-19. È il caso delle attività che garantiscono beni e servizi vitali nei settori della sanità, dell’agricoltura (specialisti e ausiliari), della tecnologia dell’informazione e della ricerca.

È rilasciato un attestato di notifica anche in assenza di un interesse pubblico predominante, se:

  • la notifica è stata trasmessa e sospesa prima del 25 marzo 2020
  • la prestazione di servizi si fonda su un contratto scritto stipulato prima del 25 marzo 2020
  • è stato stipulato un contratto di lavoro con un datore di lavoro svizzero prima del 25 marzo 2020
  • in precedenza il lavoratore ha già lavorato due volte per lo stesso datore di lavoro in Svizzera

La presenza di uno di questi motivi di deroga va indicata nel campo dei commenti in sede di procedura di notifica. I giustificativi vanno trasmessi alle autorità cantonali per e-mail.

La circolare della SEM raccomanda inoltre ai Cantoni di attestare anche le notifiche indifferibili a causa di un interesse economico cogente. È ad esempio il caso dell’acquisizione di clienti rappresentanti un interesse economico importante per la regione o l’impresa stessa (p. es. presentazione di offerte o colloqui di vendita in vista della negoziazione contrattuale). Compete alle autorità cantonali decidere, nello specifico, se sussiste un tale interesse economico cogente.

Compete alle autorità cantonali trattare le notifiche. I dati di contatto sono reperibili qui: 
Autorità cantonali per la procedura di notifica

La procedura di notifica per attività lucrative o prestazioni di breve durata (p. es. riparazioni, montaggio o colloqui con clienti per pianificare progetti, lavori su misura, ecc.) va seguita dal primo giorno. Non è possibile entrare in Svizzera senza attestato di notifica. I titolari di un attestato di notifica possono entrare in Svizzera al più presto un giorno prima dell’inizio del lavoro.

Per le attività corrispondenti ai criteri elencati raccomandiamo di seguire la procedura di notifica accessibile al seguente link: 
Procedura di notifica per attività lucrativa di breve durata

Sono possibili prolungamenti e modifiche. La rispettiva domanda va presentata via mail all’autorità cantonale competente per la procedura di notifica.


Entrata per lavoro di cittadini di Stati terzi (Stati non UE/AELS)

Le persone che già usufruiscono di un’autorizzazione d’entrata, compreso il visto, o di un’assicurazione del permesso di soggiorno, possono continuare a entrare in Svizzera.

Possono entrare nel Paese anche i lavoratori provenienti da Stati terzi che avevano già ottenuto un permesso per esercitare un’attività lucrativa in Svizzera, ma non hanno potuto ottenere il visto a causa delle restrizioni d’entrata. Questi lavoratori, o i loro datori di lavoro, dovranno contattare la competente autorità cantonale della migrazione per far aggiornare il permesso d’entrata oppure ottenere l’assicurazione del permesso di soggiorno.

Le domande di assunzione di cittadini di Stati terzi presentate prima dell’entrata in vigore, il 19 marzo 2020, delle restrizioni d’ammissione loro applicabili vengono trattate e approvate a condizione che siano soddisfatti i requisiti della legislazione sugli stranieri e che queste persone possano effettivamente assumere il lavoro.

Per i lavoratori provenienti da Stati terzi l’entrata è pure possibile se la loro attività lucrativa è di grande importanza per la Svizzera (specialisti del settore sanitario, p. es. medici o ricercatori, oppure specialisti che devono entrare nel Paese per eseguire lavori urgenti di manutenzione a infrastrutture importanti, p. es. specialisti per la manutenzione di centrali nucleari). Per entrare necessitano di un’assicurazione del permesso di soggiorno o di un’autorizzazione d’entrata incluso il visto.

Sono tuttora eccettuati dall’ammissione per attività lucrativa gli stranieri che intendono lavorare in una struttura che secondo l’ordinanza del Consiglio federale non può ancora riaprire.

Le nuove domande per il mercato del lavoro (vale dal 19 marzo 2020) presentate da lavoratori stranieri che entrano in Svizzera per la prima volta non vengono trattate fino a nuovo avviso.


Blocco dei visti

Il Consiglio federale è del parere che tutti i viaggi non strettamente necessari vadano sospesi al fine di frenare la diffusione del virus. Anche il blocco del rilascio dei visti persegue questo obiettivo.

Per ora il blocco dei visti (visti C e visti D) rimane in linea di principio valido. Al momento non possono essere inoltrate domande di visto per viaggi programmati per qualsiasi data.

Eventuali agevolazioni saranno coordinate con l’allentamento graduale delle restrizioni d’entrata e pubblicate sul nostro sito Internet. Ciò riguarda in particolare anche le domande di visti per il ricongiungimento familiare.

Il Consiglio federale deciderà in un secondo tempo e d’intesa con gli Stati Schengen in merito a ulteriori allentamenti delle restrizioni d’entrata e delle disposizioni in materia di visti nei confronti di Stati terzi.

Sì, sono per ora eccettuati in particolare gli specialisti del settore sanitario (p. es. medici e ricercatori) nonché gli specialisti che devono entrare nel Paese per eseguire lavori urgenti di manutenzione a infrastrutture importanti (p. es. specialisti per la manutenzione di centrali nucleari), poiché la loro attività è di grande importanza per la Svizzera. Per queste persone possono tuttora essere inoltrate e trattate domande d’entrata. Per il rilascio del visto occorrono un permesso per esercitare un’attività lucrativa e un permesso d’entrata.

Nei casi di rigore, sono inoltre previste deroghe per soggiorni di breve durata e domande di visti di persone che entrano in Svizzera per esercitare un’attività lucrativa (compresi i loro familiari). Per la relativa richiesta di un visto occorre contattare la competente rappresentanza svizzera.

Non occorre presentare una nuova domanda per un permesso di lavoro; il datore di lavoro deve comunque rivolgersi alla competente autorità cantonale della migrazione per far aggiornare il permesso d’entrata oppure ottenere l’assicurazione del permesso di soggiorno.


Uscita e transito

L’entrata negli Stati limitrofi rientra nella sfera di competenza delle autorità estere. La Svizzera non impedisca a nessuno di uscire dal nostro Paese. Tuttavia, chi intende rientrare in Svizzera deve presentare i seguenti documenti:

  • una carta d’identità o un passaporto svizzeri
  • in quanto stranieri, uno dei documenti elencati alla domanda «Chi può ancora entrare in Svizzera?»

Le persone straniere che entrano in Svizzera per attraversarla direttamente e che lasciano la Svizzera per il loro Paese d'origine o per il Paese in cui possono dimostrare di avere il loro domicilio abituale sono autorizzate a transitare. Se vi è motivo di ritenere che non sia possibile lasciare la Svizzera dopo il transito (in particolare a causa delle norme d'ingresso di un altro Paese), l'ingresso in Svizzera ai fini del transito viene rifiutato.

Le persone che devono recarsi sul posto di lavoro all'estero possono viaggiare attraverso la Svizzera, a condizione che siano in grado di presentare un contratto di lavoro valido.

Gli studenti e il loro accompagnatore possono viaggiare attraverso la Svizzera a condizione che possano presentare una conferma della loro scuola o una carta d'identità dello studente in corso di validità.

Le persone che devono recarsi all'estero per una visita medica importante possono viaggiare attraverso la Svizzera, a condizione di poter presentare una conferma della visita medica.

Il transito a scopo turistico è possibile per tutte le persone che attualmente risiedono già legalmente nell'area UE/AELS, a condizione che possano dimostrare di volere/possono effettivamente entrare nel paese di destinazione, ad esempio prenotando un albergo, un appartamento per le vacanze, ecc.

Può essere autorizzata l’entrata per accompagnare persone che possono entrare in Svizzera secondo l’articolo 3 dell’ordinanza 2 COVID‑19 e che hanno bisogno di un’assistenza particolare (p. es. bambini, anziani, disabili, malati). Tuttavia all’entrata bisogna dimostrare che l’assistenza è necessaria e che la persona non è in grado di entrare da sola.

È inoltre possibile andare a prendere o portare qualcuno direttamente al settore francese dell’aeroporto di Ginevra, senza entrare in Svizzera. Queste persone possono poi trasferirsi dal settore francese al settore svizzero. Maggiori informazioni sono reperibili sul sito Internet dell’aeroporto di Ginevra: 
Aéroport Genève – Secteur français  

L’entrata è autorizzata se si tratta manifestamente di un trasporto di merci e i trasportatori presentano un bollettino di consegna delle merci. È considerato un bollettino di consegna qualsiasi documento che elenca in modo dettagliato la merce da consegnare.

I dipendenti delle aziende di traslochi commerciali con una bolla di consegna della merce o un ordine di spedizione sono in linea di principio autorizzati ad entrare nel paese. Per i traslocatori privati provenienti dall'estero senza un permesso di soggiorno valido (amici, familiari, conoscenti), l'ingresso non è attualmente possibile.


Settore dell’asilo

I richiedenti l’asilo sono in linea di massima trattati al confine come tutte le altre persone. La nuova ordinanza non prevede una deroga per i richiedenti l’asilo. Chi si trova sul territorio svizzero può invece tuttora presentare una domanda d’asilo.

No. La misura si fonda sul diritto di necessità della nostra Costituzione. Tale diritto permette questa ordinanza e anche la sospensione di disposizioni internazionali non cogenti. Le disposizioni internazionali cogenti, quali il principio del non respingimento, continuano invece ad applicarsi e la Svizzera continua a rispettarle.


Indicazioni per viaggi internazionali

In Svizzeri i trasporti pubblici non sono vietati poiché nelle stazioni le persone si incontrano solo brevemente. Si dovrebbe tuttavia rinunciare a viaggiare nelle ore di punta e rinunciarvi del tutto nel tempo libero. 
Informazioni dell’Ufficio federale dei trasporti UFT

Le persone che, in seguito all’annullamento di un volo, non sono più in grado di lasciare lo spazio Schengen prima della scadenza del loro visto, devono rivolgersi alla competente autorità in materia di migrazione del Cantone di soggiorno.

Elenco degli indirizzi: 
Autorità cantonali della migrazione e preposte al mercato del lavoro

È possibile fare scalo in uno degli aeroporti svizzeri, purché non venga lasciata la zona di transito dell'aeroporto e si possa dimostrare di poter proseguire il viaggio verso il paese di destinazione.

Le persone che, a causa della situazione vigente, non possono proseguire il loro volo e si trovano nella zona internazionale di transito di un aeroporto, devono rivolgersi direttamente alle autorità competenti per il controllo al confine in loco.

A una persona soggetta all’obbligo del visto che deve lasciare la zona di transito internazionale nell’attesa di poter proseguire il suo volo o che non può tornare al suo domicilio per via aerea ed è costretta a farlo via terra, alla frontiera può essere rilasciato un visto Schengen valido per 15 giorni alle seguenti condizioni speciali:

  • sono accettati anche documenti di viaggio validi meno di tre mesi;
  • non è necessaria un’assicurazione sanitaria di viaggio;
  • i cittadini che sottostanno all’obbligo di consultazione Schengen ricevono un visto con validità limitata alla Svizzera (C‑VTL);
  • il rilascio del visto è gratuito.

Alle persone non soggette all’obbligo del visto è concessa l’entrata nello spazio Schengen, a condizione che non vi siano divieti d’entrata. Tali persone devono annunciarsi entro 15 giorni presso la competente autorità cantonale della migrazione del loro luogo di dimora. 
Autorità cantonali della migrazione e preposte al mercato del lavoro

A tutti i cittadini stranieri provenienti direttamente da un Paese a rischio è rifiutata l’entrata in Svizzera. Il divieto di entrata si applica in particolare a:

  • chi desidera usufruire di servizi in Svizzera;
  • turisti, visitatori di o partecipanti a manifestazioni;
  • chi desidera usufruire di cure mediche in Svizzera;
  • chi cerca un posto di lavoro in Svizzera;
  • chi intende inoltrare una domanda per un permesso di soggiorno.

Sono considerati Paesi a rischio:

  • tutti gli Stati eccetto il Principato del Liechtenstein

Le persone provviste di un visto che, a causa del divieto d’entrata, non possono entrare in Svizzera e nello spazio Schengen e il cui visto pertanto scade inutilizzato, sono invitate a contattare la competente rappresentanza svizzera. 
Rappresentanze svizzere all’estero


Allentamenti dall’8 giugno 2020

Le disposizioni definitive concernenti gli allentamenti dell’8 giugno saranno stabilite a tempo debito e pubblicate su questa pagina. Raccomandiamo pertanto di consultare regolarmente il nostro sito Internet.

Nel settore della migrazione, l’8 giugno 2020 entreranno in vigore in Svizzera i seguenti allentamenti.

  • I Cantoni trattano nuovamente tutte le domande di permesso di soggiorno o per frontalieri di lavoratori provenienti dagli Stati UE/AELS. Lo stesso vale per le notifiche di assunzione per impieghi di breve durata presso un datore di lavoro in Svizzera e per le prestazioni di servizi transfrontalieri di al massimo 90 giorni all’anno.
  • Un’ulteriore apertura è prevista anche per i lavoratori provenienti da Stati terzi. Le autorità cantonali possono accettare, trattare e autorizzare le pertinenti domande se sono soddisfatte le condizioni previste dal diritto sugli stranieri, se l’impiego è nell’interesse pubblico e serve ad esempio all’approvvigionamento economico del Paese o se sotto il profilo economico un’impresa ha urgentemente bisogno di specialisti e il loro impiego non può essere posticipato o il lavoro non può essere eseguito dall’estero. In vista dell’anno scolastico 2020/2021, se le condizioni previste dal diritto sugli stranieri sono soddisfatte possono inoltre essere ammessi docenti (esclusi gli insegnanti o assistenti per i campi estivi) provenienti da Stati terzi.
  • Per tutte le persone titolari di un permesso di domicilio, di dimora o di soggiorno di breve durata nonché per le persone ammesse provvisoriamente è di nuovo possibile, seguendo le usuali condizioni e procedure, il ricongiungimento familiare; ciò significa che le pertinenti domande possono essere presentate all’ufficio cantonale della migrazione.
  • Le persone che desiderano effettuare un corso di formazione o di perfezionamento in Svizzera che dura più di 90 giorni lo possono fare presentando una domanda. Le domande potranno essere elaborate di nuovo. I cittadini di Paesi terzi dovranno presentare la loro domanda alla rappresentanza diplomatica svizzera competente per il loro luogo di residenza. I cittadini UE/AELS dovranno presentare la loro domanda all'autorità cantonale di migrazione competente per il loro futuro domicilio in Svizzera. L'ingresso sarà possibile non appena i cittadini UE/AELS avranno ottenuto un’assicurazione di un permesso di dimora o i cittadini di Paesi terzi avranno ottenuto un’autorizzazione d’entrata con un visto rilasciato dalla Svizzera.
  • I Cantoni trattano di nuovo le domande per un soggiorno di breve durata di persone che intendono contrarre un matrimonio o un’unione domestica registrata con cittadini svizzeri o con cittadini stranieri titolari di un permesso di dimora o di domicilio in Svizzera.
  • Per persone provenienti da Paesi a rischio secondo l’ordinanza 2 COVID‑19, il Dipartimento federale dell’interno (DFI) può ordinare, d’intesa con il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) e il Dipartimento federale delle finanze (DFF), provvedimenti sanitari di confine, quali la misurazione della temperatura, questionari sanitari o misure di quarantena.
  • Al contempo il Consiglio federale ha deciso di riattivare, in parallelo agli allentamenti dell’8 giugno, l’obbligo temporaneamente sospeso di annunciare i posti di lavoro vacanti, affinché le persone già residenti in Svizzera possano beneficiare di un vantaggio temporale nel candidarsi per un posto di lavoro.

L’Italia ha annunciato di voler abrogare unilateralmente il 3 giugno 2020 i controlli alle frontiere con i suoi Stati limitrofi. La Svizzera ha informato l’Italia che ritiene questa data prematura per abolire i controlli al confine con l’Italia. Nelle prossime settimane Il Consiglio federale intende coordinare questo passo ed eventuali provvedimenti sanitari di confine con l’Italia e gli altri Paesi limitrofi dell’Italia. Coinvolgerà anche i Cantoni di frontiera e in particolare il Canton Ticino.


Allentamenti dal 15 giugno 2020

Le disposizioni definitive concernenti gli allentamenti del 15 giugno saranno stabilite a tempo debito e pubblicate su questa pagina. Raccomandiamo pertanto di consultare regolarmente il nostro sito Internet.

Se la situazione pandemica lo permetterà, i controlli al confine con la Germania, l’Austria e la Francia saranno abrogati già il 15 giugno 2020.

Il Consiglio federale intende inoltre ripristinare la libera circolazione delle persone e la libertà di viaggio in tutto lo spazio Schengen a partire da metà giugno e al più tardi entro il 6 luglio 2020.

Comunicato stampa del Consiglio federale del 27 maggio 2020


I tempi di attesa nel caso di domande telefoniche sono molto lunghi. Si raccomanda pertanto di inviare le domande per mail a corona@sem.admin.ch.

Si prega di chiamare la helpline solo in casi di emergenza: +41 58 465 77 60

Rafforziamo costantemente il team della helpline e ringraziamo per la comprensione.

Documentazione

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 29.05.2020