Accordo sulla libera circolazione delle persone con l'UE: primo bilancio dopo cinque mesi

Comunicati, SEM, 17.12.2002. (Comunicato IMES)

Berna. Cinque mesi dopo l'entrata in vigore dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone con l'UE, un primo bilancio viene a confermare le previsioni delle autorità. Tra il 1° giugno e il 31 ottobre 2002, la popolazione residente permanente straniera è aumentata di sole 5005 persone provenienti da Stati dell'UE/AELS.

Il 31 ottobre dell'anno in corso vivevano in Svizzera, in maniera durevole, 813'708 cittadini dell'UE/AELS, ovvero 0,6% in più rispetto al 1° giugno (anno precedente: 0,4%). Questo lieve aumento va ascritto principalmente, come gli scorsi anni, all'arrivo di cittadini tedeschi (+4174). Per quel che concerne l'Italia e la Spagna, invece, vi sono state più partenze che nuovi arrivi.

Diverso utilizzo dei contingenti

Per i lavoratori provenienti da Stati dell'UE/AELS, durante i primi cinque anni dall'introduzione dell'Accordo (periodo transitorio fino al 2007) il numero dei nuovi arrivi sarà contingentato (15'000 unità annue per dimoranti annuali, 115'500 per dimoranti temporanei). Com'era da prevedere, durante i primi cinque mesi i contingenti per permessi annuali sono stati fortemente sollecitati.

Tale fenomeno va ricondotto a un cosiddetto effetto di recupero verificatosi dopo l'entrata in vigore dell'Accordo, come pure a talune correzioni (ad esempio trasformazione di permessi per frontalieri in permessi di dimora). Trattasi di uno sviluppo prevedibile segnatamente durante i primi mesi. La domanda di permessi di dimora è tuttora elevata, ma dovrebbe stabilizzarsi nel corso dell'anno venturo. Sinora i permessi di breve durata sono stati poco richiesti, ma la domanda potrebbe aumentare con la stagione invernale.

Ecco il grado di utilizzo dei contingenti dopo cinque mesi:

  • Permessi di dimora annuali: ca. 8378 o 55% del contingente annuo;
  • Permessi di breve durata: 17‘200 o 15% del contingente annuo.

Consulenza all'emigrazione

Dal 1° giugno anche i cittadini svizzeri hanno pressoché libero accesso al mercato del lavoro europeo. La maggior parte degli Stati dell'UE/AELS rinunciano alla possibilità di dare la priorità alla manodopera indigena rispetto ai lavoratori svizzeri ancora sino a metà 2004. Mancando pertinenti dati statistici, si sa poco circa l'emigrazione dei cittadini svizzeri. La consulenza offerta dall'UFDS consente comunque di affermare quanto segue: l'interesse per un soggiorno lavorativo nell'UE/AELS è aumentato in
modo discontinuo, impartendo un nuovo orientamento alle domande depositate presso l'UFDS, a netto favore dell'Europa: se in precedenza tale ripartizione era di 1/3 per l'America del Nord, 1/3 per l'Europa 1/3 per il resto del mondo, ora quasi la metà delle domande concerne l'Europa. In testa tra i Paesi di destinazione si trova la Francia, seguita a distanza da Germania, Austria e Gran Bretagna.

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 17.12.2002

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