Rapporto sulle conseguenze dell’allargamento dell’UE

Parole chiave: Europa

Comunicati, DFGP, 02.03.2006

Berna, 02.03.2006. Il Consiglio federale ha preso atto del rapporto del prof. Yves Flückiger sull'impatto dell'allargamento dell'UE. Nel suo rapporto, il prof. Flückiger giunge alla conclusione che l'immigrazione in provenienza dai nuovi Stati membri dell'UE sarà esigua e che non vi è da temere che la manodopera indigena sia sostituita da manodopera estera.

Il Consiglio federale è stato incaricato in due postulati di far svolgere uno studio scientifico relativo all'impatto dell'allargamento dell'UE sull'economia e sul mercato del lavoro in Svizzera. L'Ufficio federale della migrazione (UFM) ha affidato la stesura di questo rapporto al prof. Yves Flückiger dell'Università di Ginevra.

Stando all'ipotesi di base, l’immigrazione dovrebbe raggiungere il suo apice nel 2008 per poi diminuire negli anni successivi. I contingenti massimi convenuti con i nuovi Stati membri dell'UE conterranno l'immigrazione. Un altro motivo per la diminuzione dell’immigrazione in provenienza dagli Stati in questione è dato dal loro sviluppo demografico. Stando al rapporto del prof. Flückiger, la Svizzera non dovrebbe conoscere un aumento degno di nota della disoccupazione.

Secondo il rapporto, il gruppo di immigrati in provenienza dai nuovi Stati membri dell'UE è composto in maniera diversificata: la manodopera giovane (meno di 30 anni) rappresenta un gruppo importante di immigrati. Il 40 per cento dispone di una formazione universitaria. La maggioranza di tutti gli immigrati provenienti dai nuovi Stati membri dell’UE sono donne (oltre il 70%).

La maggior richiesta di manodopera in provenienza dai nuovi Stati membri dell'UE dovrebbe essere registrata tra l'altro nell'agricoltura, nell'albergheria e ristorazione, nel commercio all'ingrosso e al dettaglio nonché nel settore sanitario.

A sette anni dall'introduzione del Protocollo all'Accordo sulla libera circolazione delle persone, la Svizzera potrebbe registrare un leggero aumento della disoccupazione pari allo 0.04 per cento. Tale lieve aumento potrebbe spiegarsi soprattutto con una maggiore incidenza della disoccupazione tra i cittadini dei nuovi Stati membri dell'UE. Una volta disoccupati, questi lavoratori permarrebbero a lungo termine in tale situazione a causa delle minori possibilità di collocamento.

Stando al rapporto non vi è tuttavia motivo di ritenere che la manodopera indigena sarà sostituita mediante manodopera estera. La presenza di cittadini dei nuovi Stati membri dell'UE provocherà unicamente una leggera se non addirittura insignificante pressione sui salari.

Nel complesso l'influsso sull’AVS in Svizzera sarà positivo; la differenza nell’ambito dei contributi e delle prestazioni sarà tuttavia inferiore all’1 per cento e quindi piuttosto debole. I giovani immigrati contribuiranno nei prossimi anni in misura crescente al finanziamento dell’AVS. In un secondo tempo beneficeranno di prestazioni corrispondenti.

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Documenti

  • Bericht (PDF, 944.82 KB)
  • Rapport (PDF, 808.42 KB)

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vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 02.03.2006

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