Votazione dell’8 febbraio 2009: Sì di Governo e Cantoni al rinnovo e all’estensione della libera circolazione

Comunicati, DFGP, 02.12.2008

Berna. Il Consiglio federale e i Cantoni sono favorevoli al rinnovo dell’Accordo di libera circolazione tra la Svizzera e l’UE e alla sua estensione alla Bulgaria e alla Romania. La libera circolazione e i Bilaterali I nell’insieme rafforzano la competitività del nostro Paese e per questo motivo rappresentano per la Svizzera un’importante garanzia di posti di lavoro e benessere. È quanto hanno sottolineato martedì, in occasione di una conferenza stampa congiunta, le consigliere federali Eveline Widmer-Schlumpf, Doris Leuthard e Micheline Calmy-Rey nonché il presidente della Conferenza dei direttori cantonali dell’economia pubblica, Jean-Michel Cina.

L’Accordo sulla libera circolazione delle persone con l’UE è entrato in vigore, insieme ad altri sei accordi dei Bilaterali I, il 1° giugno 2002 per una durata iniziale di sette anni. Entro il 31°maggio 2009, la Svizzera deve comunicare all’UE se intende rinnovare per una durata illimitata l’Accordo, che a tappe dovrebbe essere esteso alla Bulgaria e alla Romania, membri dell’UE dal 2007.

All’estensione si applicano i seguenti termini transitori: per sette anni (vale a dire fino al 2016) la Svizzera potrà continuare a limitare l’immigrazione con contingenti, priorità degli indigeni e controlli delle condizioni salariali e lavorative. Inoltre una speciale clausola di protezione consentirà per altri tre anni di introdurre contingenti in caso di immigrazione indesideratamente alta e superiore ad una determinata media.

Decisione sui Bilaterali I

Il Parlamento ha riassunto il rinnovo e l’estensione dell’Accordo in un decreto federale, poi approvato a stragrande maggioranza il 13 giugno 2008. Contro tale decisione è stato indetto il referendum, per il quale si voterà l’8 febbraio 2009. Se vincessero i no, la Svizzera non rinnoverebbe l’Accordo sulla libera circolazione delle persone e automaticamente denuncerebbe l’insieme dei Bilaterali I, che sono giuridicamente legati all’Accordo. Si tratta degli Accordi relativi agli appalti pubblici, ai trasporti terrestri e aerei, all’agricoltura, alla ricerca e all’abolizione degli ostacoli tecnici al commercio.

A favore dell’approvazione del decreto sono stati menzionati i seguenti motivi.

  • Approvando la libera circolazione delle persone, la Svizzera accetta anche il rinnovo dell’intero pacchetto sui Bilaterali I. Questi accordi di accesso al mercato assicurano al nostro Paese le condizioni base dei rapporti commerciali con il suo miglior partner, l’Unione europea. Ogni terzo franco fatturato in Svizzera è legato ad un contratto con l’UE. In un momento di incertezza economico-finanziaria, la stabilità offerta da tali condizioni commerciali è particolarmente importante.
  • La libera circolazione delle persone è fondamentale per l’economia e il mercato del lavoro svizzeri, perché consente alle imprese di assumere facilmente la manodopera qualificata straniera di cui hanno bisogno. Questa flessibilità rafforza la competitività delle imprese svizzere sul mercato internazionale, riduce la tendenza alla delocalizzazione e garantisce posti di lavoro in Svizzera. Dal 2004 sono stati creati oltre 250 000 nuovi posti di lavoro – senza l’apertura del mercato del lavoro ciò non sarebbe stato possibile.
  • Gli oltre sei anni di esperienza maturati sono stati estremamente positivi. L’immigrazione è evoluta in funzione delle esigenze dell’economia. La libera circolazione delle persone ha contribuito in modo decisivo a promuovere la crescita economica, come pure a garantire e creare numerosi posti di lavoro. I timori di immigrazioni di massa dai Paesi dell’Est, di un sistematico dumping salariale, di maggior abuso del sistema sociale e di maggiore criminalità si sono rivelati infondati.

La consigliera federale Widmer-Schlumpf ha confermato che l’immigrazione di cittadini europei è nettamente aumentata, a seguito della congiuntura e delle esigenze dell’industria svizzera. Nel contempo è sensibilmente diminuita l’immigrazione da Paesi terzi. L’aumento dell’immigrazione europea a scapito di quella di Paesi terzi è voluto, ed è in linea con gli obiettivi della politica svizzera di migrazione.

La consigliera federale Leuthard sottolinea che l’aumento della disoccupazione, riconducibile alla crisi economica internazionale, non è imputabile alla libera circolazione delle persone. Non è tuttavia atteso un eccessivo onere a carico della cassa di disoccupazione: l’immigrazione segue la congiuntura e scenderà in caso di crescita debole. A ciò va aggiunto che la categoria degli immigrati europei, flessibili e qualificati, è esposta ad un basso rischio di disoccupazione e tende a lasciare la Svizzera se trova altrove condizioni di lavoro più favorevoli. Anche i lavoratori europei che hanno pagato sufficienti contributi alla cassa di disoccupazione hanno però diritto all’indennità di disoccupazione in Svizzera.

La consigliera federale Calmy-Rey ha messo in guardia dalle possibili speculazioni in caso di un no: le conseguenze sono chiaramente definite nell’Accordo. Con una decisione contro il rinnovo della libera circolazione delle persone, la Svizzera denuncia l’Accordo (art. 25 cpv. 2). I restanti accordi facenti parte dei Bilaterali I verrebbero automaticamente a decadere (art. 25 cpv. 4). L’imminente votazione deciderà del futuro della via bilaterale.

Cantoni favorevoli alla libera circolazione delle persone

A nome dei Cantoni, anche il consigliere di Stato Jean-Michel Cina sottolinea l’importanza economica della libera circolazione delle persone e dei sei accordi bilaterali connessi. Il rinnovo e l’estensione della libera circolazione delle persone sono la conseguenza logica della via bilaterale scelta dalla Svizzera. A tale politica di successi per la Svizzera e per i Cantoni i detrattori non contrappongono alcuna valida alternativa. Le conseguenze di un rifiuto sarebbero fatali, anche tenuto conto dell’attuale crisi economica. La perdita di competitività dell’industria svizzera che ne risulterebbe non potrebbe essere compensata in tempi ragionevoli. I Cantoni garantiranno anche in futuro che le misure accompagnatorie siano attuate con la dovuta coerenza.

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