Accordo sulla libera circolazione delle persone: il Consiglio federale discute sul ricorso alla clausola di salvaguardia

Comunicati, DFGP, 13.05.2009

Berna. Alla sua seduta odierna, il Consiglio federale ha dibattuto sul ricorso alla clausola di salvaguardia speciale prevista dall’Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC). Tale clausola consente di reintrodurre dei contingenti per i permessi nei confronti dei cittadini dei vecchi Stati membri dell’UE, nonché di Cipro e Malta (CE-17). Il Consiglio federale ha inoltre deciso di prorogare la disciplina transitoria applicata ai cittadini degli Stati dell’Europa orientale.

Dalla soppressione dei contingenti, il 1° giugno 2007, i cittadini dei vecchi Stati membri dell’UE, di Cipro e di Malta (CE-17) beneficiano della libera circolazione delle persone. La clausola di salvaguardia prevista dall’ALC permette alla Svizzera di reintrodurre, unilateralmente e senza misure di ritorsione, dei contingenti per una durata limitata, purché il numero di permessi di soggiorno rilasciati nel corso di un anno superi almeno del 10 per cento la media annua dei permessi rilasciati nel corso dei tre anni precedenti. I nuovi contingenti introdotti devono superare almeno del 5 per cento la media annua dei permessi rilasciati nei tre anni precedenti.

Da giugno 2008 ad aprile 2009 il numero dei permessi B e L rilasciati è diminuito a causa della debole situazione congiunturale. Tuttavia, in seguito all’ottima situazione dell’economia nella prima metà del 2008 e alla necessità di ricorrere in tale periodo a lavoratori stranieri, i permessi di dimora B rilasciati (55 765) superano la soglia necessaria per poter ricorrere alla clausola di salvaguardia (45 781).

Il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia di procedere a ulteriori accertamenti e di sottoporgli in una delle prossime sedute una proposta in merito a un eventuale ricorso alla clausola di salvaguardia e alla reintroduzione dei contingenti per i permessi di dimora B nei confronti dei cittadini dei 15 vecchi Stati membri dell’UE, nonché di Cipro e Malta.

Il Consiglio federale ha inoltre deciso di mantenere fino al 30 aprile 2011 le restrizioni in materia di accesso al mercato del lavoro (priorità degli indigeni, contingenti progressivi, controllo delle condizioni salariali e lavorative) nei confronti degli otto Stati dell’Europa orientale che hanno aderito all’UE nel 2004.

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 13.05.2009

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