Accordo sulla libera circolazione delle persone: il Consiglio federale rinuncia a ricorrere alla clausola di salvaguardia

Comunicati, DFGP, 20.05.2009

Berna. Nella sua seduta odierna il Consiglio federale ha deciso di rinunciare a ricorrere alla clausola di salvaguardia prevista dall’Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC). In collaborazione con il Dipartimento federale dell’economia (DFE), il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) è stato incaricato di continuare a osservare attentamente il mercato del lavoro e l’immigrazione.

Dalla soppressione dei contingenti, il 1° giugno 2007, i cittadini dei vecchi Stati membri dell’UE, di Cipro e di Malta beneficiano della libera circolazione delle persone. La clausola di salvaguardia prevista dall’ALC permette alla Svizzera di reintrodurre, unilateralmente e senza misure di ritorsione, dei contingenti per una durata limitata, a condizione che il numero di permessi di soggiorno rilasciati nel corso di un anno superi almeno del 10 per cento la media annua dei permessi rilasciati nel corso dei tre anni precedenti. I nuovi contingenti introdotti devono superare tale media almeno del 5 per cento.

Da giugno 2008 ad aprile 2009 il numero dei permessi B e L rilasciati è diminuito a causa dell’indebolimento della situazione congiunturale. Ciononostante, sono soddisfatte le condizioni per il ricorso alla clausola di salvaguardia per i dimoranti (permessi B). Il Consiglio federale ha tuttavia deciso di non farvi ricorso per i seguenti motivi: 

  • il contingente previsto dal Consiglio federale sarebbe fissato a 44 000 permessi di dimora; l’effetto rallentante sarebbe pertanto modesto; 
  • l’immigrazione di lavoratori qualificati dagli Stati dell’UE non è finora andata a scapito dei lavoratori svizzeri; 
  • la maggioranza dei Cantoni e i partner sociali sono contrari al ricorso alla clausola di salvaguardia; 
  • con la reintroduzione temporanea di contingenti nei confronti di cittadini dell’UE 17/AELS si creerebbe un nuovo ostacolo burocratico per le imprese svizzere, il che è contrario agli interessi dell’economia svizzera e delle piccole e medie imprese (PMI); 
  • il ricorso alla clausola di salvaguardia costituirebbe un segnale negativo e svantaggioso nell’attuale contesto politico europeo; 
  • l’economia svizzera deve essere sicura di poter ricorrere tempestivamente ai lavoratori qualificati necessari in vista di una ripresa congiunturale; 
  • a causa dell’indebolimento congiunturale è prevedibile un’ulteriore diminuzione dell’immigrazione.

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 20.05.2009

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