Solo una minoranza a carico del soccorso d'emergenza di lunga durata

Parole chiave: Sostegno finanziario | Asilo

Comunicati, SEM, 27.05.2010

Berna. In linea di principio, il blocco dell'aiuto sociale per i richiedenti l'asilo respinti ha dato buoni risultati. Dopo un anno, soltanto il 15 per cento permane in Svizzera e beneficia del soccorso d'emergenza, il che dimostra che la maggior parte dei richiedenti respinti lascia la Svizzera. La Confederazione e i Cantoni hanno commissionato uno studio per accertare i fattori determinanti per il ricorso protratto al soccorso d’emergenza. Hanno altresì deciso di vagliare le misure da adottare per contenere il numero dei cosiddetti beneficiari di lunga durata.

Scaduto il termine di partenza fissato, i richiedenti l'asilo respinti non beneficiano più dell'aiuto sociale, bensì unicamente del soccorso d'emergenza. L'idea è di incentivare gli interessati a lasciare la Svizzera. Il blocco dell'aiuto sociale è stato introdotto all'inizio del 2008 nei confronti di tutte le persone con decisione d'asilo negativa. Circa il 50 per cento di tali persone non sollecita il soccorso d'emergenza e lascia la Svizzera entro il termine fissato. Dopo un anno, solo il 15 per cento è ancora a carico del soccorso d'emergenza.

Tuttavia, i Cantoni registrano la presenza di uno zoccolo duro di cosiddetti «beneficiarie di lunga durata», che non lasciano la Svizzera pur usufruendo del soccorso d'emergenza. Particolarmente colpiti i Cantoni densamente popolati e quelli con importanti agglomerazioni sul proprio territorio. Alla fine del 2009, la Confederazione e i Cantoni hanno commissionato uno studio vertente sulla problematica del ricorso protratto al soccorso d’emergenza.

Tra i fattori che generano il fenomeno, lo studio rileva i punti seguenti:

  • Riveste grande importanza per l’esecuzione dell’allontanamento la riuscita della politica in materia di ritorno adottata dalla Confederazione nei confronti dei singoli Stati di provenienza dei richiedenti respinti. È determinante l’eseguibilità delle decisioni d’asilo negative.
     
  • La prassi in materia di allontanamento (esecuzione) dei Cantoni influisce sulla permanenza dei beneficiari del soccorso d'emergenza.
     
  • La permanenza risulta superiore alla media per gli anziani, le donne, le coppie e le famiglie.
     
  • Le condizioni del soccorso d’emergenza influiscono sulla permanenza dei richiedenti con decisione negativa.
     
  • La permanenza dei beneficiari del soccorso d'emergenza si protrae se l'esecuzione dell'allontanamento è sospesa in seguito a un ricorso pendente.
     
  • L'appoggio della società civile e della politica allunga la permanenza dei beneficiari del soccorso d'emergenza.
     
  • Nei Cantoni più liberali nel trattare i casi di rigore tra i richiedenti l'asilo respinti, la permanenza dei beneficiari del soccorso d'emergenza è superiore a quella riscontrata nei Cantoni più restrittivi in materia.

Per una minoranza dei richiedenti respinti, il soccorso d’emergenza è preferibile al rientro in patria. Per ridurre e mantenere basso il numero dei beneficiari di lunga durata, sono indispensabili misure di rimpatrio ben congegnate e sintonizzate. Le divergenze cantonali in fatto di ricorso protratto al soccorso d'emergenza lasciano desumere che le competenti autorità dispongono di un margine di manovra in materia. Tale margine operativo è limitato da fattori non modificabili, quali le condizioni strutturali dei Cantoni, nonché il contesto sociale e politico. Altrettanto importanti sono fattori extracantonali, quali il successo della politica in materia di ritorno della Confederazione, la sospensione dell’esecuzione dell’allontanamento in seguito a un ricorso pendente e le caratteristiche individuali delle persone da allontanare.

Lo studio individua le due principali opzioni operative dei Cantoni: incentivi e sanzioni in perfetta interazione sia per il soccorso d’emergenza sia per l’esecuzione dell’allontanamento. Lo studio evidenzia inoltre che è determinante la disponibilità di risorse sufficienti, per i posti carcerari come per gli atti di polizia (ad es. conduzione dell’interessato dinanzi ai servizi incaricati di accertarne l’identità).

Un gruppo di lavoro composto da rappresentanti della Confederazione e dei Cantoni esaminerà e concretizzerà le misure proposte, prendendo in considerazione anche ulteriori provvedimenti, non contemplati da tale studio, come la politica in materia di ritorno della Confederazione.

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Comunicati

13.07.2017 - SEM

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