Il Consiglio federale non ricorre alla clausola di salvaguardia

Comunicati, DFGP, 26.05.2010

Berna. Oggi il Consiglio federale ha deciso di non ricorrere, il 1° luglio prossimo, alla clausola di salvaguardia prevista dall’Accordo di libera circolazione delle persone (ALC) nei confronti dei cittadini dei vecchi Stati membri dell’UE. Tra giugno 2009 e fine aprile 2010 i permessi di soggiorno di breve durata e i permessi di dimora rilasciati sono diminuiti rispettivamente del 9,4 e del 21,4 per cento. Negli ultimi mesi la situazione del mercato del lavoro è migliorata.

Dalla soppressione dei contingenti, il 1° giugno 2007, i cittadini dei vecchi Stati membri dell'UE beneficiano della libera circolazione delle persone. La clausola di salvaguardia prevista dall'ALC permette alla Svizzera di reintrodurre unilateralmente contingenti per una durata limitata, a condizione che il numero di permessi di soggiorno di breve durata e dei permessi di dimora rilasciati nel corso di un anno a lavoratori dei vecchi Stati membri dell’UE superi almeno del 10 per cento la media dei permessi rilasciati nel corso dei tre anni precedenti.

Quest’anno tale soglia non è raggiunta né per i permessi di soggiorno di breve durata né per quelli di dimora. Il Consiglio federale constata comunque che tra giugno 2009 e aprile 2010 i permessi di dimora rilasciati sono diminuiti del 21,4 per cento rispetto all’anno precedente. Nel caso dei permessi di soggiorno di breve durata si è registrato un calo pari al 9,4 per cento. Negli ultimi mesi la situazione del mercato del lavoro è risultata più positiva del previsto. Anche per questo motivo attualmente non si ritiene necessario limitare l’immigrazione.

Inoltre, nella primavera del 2010 il Consiglio federale ha predisposto un pacchetto di misure preventive con cui intende sfruttare appieno le possibilità di attuare in maniera coerente l’Accordo e di lottare contro gli abusi come previsto dall’ALC.

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 26.05.2010

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