Il Consiglio federale raccomanda di respingere l’iniziativa ECOPOP senza opporvi un controprogetto

Comunicati, Il Consiglio federale, 29.05.2013

Berna. In data odierna il Consiglio federale ha preso atto di un documento interlocutorio del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) che raccomanda di respingere l’iniziativa popolare "Stop alla sovrappopolazione – sì alla conservazione delle basi naturali della vita" senza opporvi un controprogetto. Ha incaricato il DFGP di redigere entro l’autunno 2013 il relativo messaggio all’attenzione del Parlamento.

L’iniziativa popolare "Stop alla sovrappopolazione – sì alla conservazione delle basi naturali della vita" (ECOPOP) chiede una reimpostazione della politica svizzera d’immigrazione prevedendo l’introduzione di tetti massimi: secondo il testo dell’iniziativa in Svizzera la popolazione residente permanente non può crescere in seguito a immigrazione di oltre lo 0,2 per cento annuo nell’arco di tre anni. L’iniziativa popolare vorrebbe inoltre che in futuro la cooperazione allo sviluppo tenga maggiormente conto della pianificazione familiare. Queste misure sono volte a garantire la conservazione a lungo termine delle risorse vitali naturali in Svizzera e in altri Paesi.

Le misure proposte non sono compatibili né con l’Accordo sulla libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l’Unione europea (ALC) né con la Convenzione dell’Associazione europea di libero scambio (AELS). Contrastano inoltre con la consolidata prassi della cooperazione svizzera allo sviluppo e non tengono pienamente conto delle sfide complesse poste dalla crescita demografica.

Il Consiglio federale mantiene la linea della politica migratoria attuale

La politica d’ammissione della Svizzera si fonda sull’ALC, sulla Convenzione AELS nonché su un’ammissione limitata di cittadini di Stati terzi. In linea di principio la politica adottata ha dato buoni risultati e il Consiglio federale intende perseguirla anche in futuro. L’immigrazione viene in primo luogo influenzata dalla buona situazione economica svizzera e dal conseguente fabbisogno di manodopera.

L’iniziativa comporterebbe inoltre ripercussioni di ampia portata per l’economia svizzera: la libera circolazione delle persone fa parte delle libertà fondamentali che secondo l’UE è collegata alla partecipazione al mercato interno europeo. L’iniziativa si oppone all’essenza dell’Accordo sulla libera circolazione e mette in questione i rapporti bilaterali istaurati con successo dal nostro Paese nei confronti dei Paesi partner europei. La denuncia dell’ALC implicherebbe una denuncia automatica di tutti gli altri accordi che prevedono la clausola ghigliottina.

La crescita economica svizzera e l’immigrazione relativamente elevata degli ultimi anni hanno portato ad una crescita della popolazione, ma anche un aumento delle sfide, in particolare nel campo dell’integrazione, del mercato degli alloggi, della pianificazione delle infrastrutture e del territorio. La conservazione a lungo termine delle risorse vitali naturali, richiesta dall’iniziativa, esige riforme politiche interne, in parte già commissionate dal Consiglio federale come ad esempio le misure volte a contrastare il disordine insediativo (legge sulla pianificazione del territorio), a proteggere l’ambiente oppure a promuovere l’alloggio a prezzi moderati e lo sviluppo dei trasporti pubblici.

L’impegno profuso nella collaborazione allo sviluppo ha dato buoni risultati

La collaborazione allo sviluppo della Confederazione promuove la conservazione delle basi vitali naturali nei Paesi in via di sviluppo. La misura proposta, secondo la quale il 10 per cento dei mezzi previsti per la cooperazione allo sviluppo andrebbero investiti nella pianificazione familiare, si contrappone alla prassi consolidata della Svizzera.

Una destinazione vincolata di questo genere limiterebbe in modo sproporzionato il margine di manovra necessario alla cooperazione internazionale. La Svizzera non sarebbe più in grado di tenere adeguatamente conto delle esigenze specifiche dei singoli Paesi in via di sviluppo e delle organizzazioni. Verrebbe in particolare ostacolato l’aiuto umanitario che invece dipende da una rapida capacità d’intervento. Per spezzare il circolo vizioso tra povertà ed elevata crescita demografica il Consiglio federale ritiene che non convenga investire le risorse soltanto nel settore della pianificazione familiare, ma che occorra diversificare gli approcci puntando su svariati settori come, ad esempio, quello dell’istruzione o della parità tra i sessi.

Il 2 novembre 2012 l’iniziativa è stata depositata presso la Cancelleria federale. Entro il 2 novembre 2013 il Consiglio federale presenterà il suo messaggio concernente l’iniziativa popolare al Parlamento.

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 29.05.2013

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