Sviluppo della cooperazione di Schengen: due consultazioni

Comunicati, Il Consiglio federale, 20.11.2013

Berna. Mercoledì il Consiglio federale ha avviato la consultazione sulla ripresa di due regolamenti dell’UE. Un regolamento precisa e completa le regole per reintrodurre temporaneamente i controlli di persone alle frontiere interne dello Spazio di Schengen. L’altro adegua il meccanismo di valutazione di Schengen e permetterà in futuro di sopperire con maggiore efficienza alle carenze nell’attuazione e nell’applicazione del diritto di Schengen.

Da quando cinque anni fa è iniziata la cooperazione operativa di Schengen, in Svizzera alle cosiddette frontiere interne, vale a dire alle frontiere con altri Stati Schengen, al passaggio della frontiera sono controllate soltanto le persone che destano sospetti. In situazioni eccezionali chiaramente definite gli Stati membri possono tuttavia reintrodurre i controlli alle frontiere interne per periodi limitati e per certi eventi. Le regole da applicare in queste situazioni sono state precisate e completate in seguito alla crisi in Nord Africa nella primavera 2011.

Le condizioni per l’introduzione dei controlli alle frontiere interne sono state precisate per garantire che questa misura sia in rapporto con una minaccia effettiva. Concretamente, alle frontiere interne le persone che non destano sospetti vanno controllate soltanto se ciò è effettivamente necessario per proteggere l’ordine pubblico o la sicurezza interna. Sono definiti termini e criteri adeguati da applicare agli eventi prevedibili (ad esempio grandi eventi) e nei casi d’urgenza (per esempio in caso di attacchi terroristici). Come finora sono i singoli Stati Schengen a decidere se questi criteri sono adempiti e se, di conseguenza, ripristinare temporaneamente i controlli alle frontiere interne per una durata determinata.

Inoltre, a determinate condizioni gli Stati Schengen potranno d’ora innanzi introdurre controlli delle frontiere interne anche quando la valutazione di un altro Stato Schengen fa emergere gravi carenze nei controlli delle sue frontiere esterne.

La ripresa di questo sviluppo dell’acquis di Schengen non ha ripercussioni sulle finanze o sul personale della Confederazione e dei Cantoni. I servizi svizzeri delle guardie di confine possono come finora eseguire controlli di persone nella misura in cui ciò appaia necessario per i controlli di dogana o in caso di sospetti. La consultazione sulla ripresa del (Regolamento (UE) n. 1051/2013) dura fino al 20 febbraio 2014.

Ottimizzazione del meccanismo di valutazione di Schengen

La seconda consultazione (Regolamento (UE) n. 1053/2013) riguarda le regole del meccanismo di valutazione per la verifica dell’applicazione dell’acquis di Schengen. Questo regolamento consolida la cooperazione di Schengen dotando gli Stati Schengen di mezzi più efficienti per dare attuazione all’acquis. Esso permetterà di colmare in modo più efficace le carenze nell’attuazione o nell’applicazione del diritto di Schengen, la qual cosa è anche nell’interesse della Svizzera. Il regolamento attribuisce alla Commissione europea una funzione di coordinamento nella valutazione conservando però la competenza degli Stati Schengen per le decisioni sostanziali. Viene mantenuto l’attuale sistema della valutazione tra pari ("peer to peer") che promuove la fiducia reciproca tra gli Stati di Schengen.

Anche in futuro lo strumento principale del meccanismo di valutazione saranno le visite in loco effettuate da gruppi di esperti nei singoli Stati Schengen. Tali gruppi sono composti da rappresentanti degli Stati Schengen e della Commissione europea. Le visite sono dedicate di volta in volta a un settore specifico dell’acquis di Schengen (p. es. cooperazione di polizia, protezione dei dati o rilascio dei visti) e possono ora essere effettuate anche senza preavviso. I gruppi di esperti riassumono i risultati delle visite in loco in una relazione. Per sopperire alle eventuali carenze riscontrate, gli Stati Schengen, nell’ambito di una decisione del Consiglio dell’UE, possono rivolgere allo Stato Schengen oggetto della valutazione raccomandazioni concrete la cui attuazione sarà strettamente monitorata. Di conseguenza lo Stato interessato deve allestire adeguati piani di misure e redigere a intervalli regolari rapporti sulla loro attuazione. Anche questa consultazione dura fino al 20 febbraio 2014.

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vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 20.11.2013

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