Fase di test per procedure d’asilo velocizzate: prime esperienze positive

Comunicati, SEM, 11.06.2014

Berna. Dall’inizio dell’anno, l’Ufficio federale della migrazione (UFM) sta testando a Zurigo procedure d’asilo velocizzate. A poco più di cinque mesi dall’avvio della fase di test si può dire che le prime esperienze sono positive: i processi danno buona prova e sinora è stato possibile attenersi alle scadenze ridotte. Il fatto che i rappresentanti legali assistano i richiedenti sin dall’inizio della procedura e siano ampiamente informati in merito a ogni singola fase procedurale contribuisce parecchio a questo successo. Finora la percentuale di ricorso è bassa.

Il 3 gennaio 2014, il centro di procedura di Zurigo ha accolto i primi richiedenti l’asilo. È proprio lì che l’Ufficio federale della migrazione (UFM) sta testando le nuove procedure velocizzate previste nell’ambito del riassetto del settore dell’asilo. La fase di test si protrarrà sino a fine settembre 2015 con un ritmo approssimativo di 1300-1400 domande d’asilo l’anno.

Sino a fine maggio, 789 richiedenti l’asilo presentatisi presso i centri di registrazione e procedura della Confederazione sono stati selezionati a caso per essere attribuiti alla fase di test. Per quanto riguarda gli Stati di provenienza delle persone selezionate, il pattern è analogo a quello osservato sull’insieme delle nuove domande d’asilo in Svizzera. Delle 356 procedure svolte, 44 sono sfociate in una decisione positiva, 63 in una decisione negativa e 158 in una decisione di non entrata nel merito Dublino. 54 persone sono state ammesse provvisoriamente mentre 52 hanno ritirato la loro domanda. Estrapolando si può stimare che sull’arco dei primi dodici mesi di test saranno trattate fino a 1500 domande.

Procedure velocizzate in tre fasi

Le procedure velocizzate si svolgono in tre fasi: durante la fase preparatoria si procede all’identificazione dei richiedenti (rilevamento delle impronte digitali, confronto con le banche dati esistenti, esame dei documenti), a un accertamento medico e a una prima consulenza giuridica. I richiedenti l’asilo sono informati in merito ai propri diritti e obblighi durante la procedura e ottengono una prima valutazione delle loro opportunità di ottenere asilo. Con questa fase di 21 giorni al massimo ci si propone di evadere rapidamente le domande infondate.

Segue la fase cadenzata, durante la quale la domanda d’asilo è esaminata approfonditamente e, se non occorrono ulteriori accertamenti, entro otto a dieci giorni è emanata una decisione. In caso di decisione negativa, dopo la notifica è immediatamente avviata la preparazione del ritorno (fase di esecuzione). Nel corso di un colloquio in vista del ritorno, gli interessati sono informati della possibilità di ottenere un aiuto al ritorno. Sinora 43 persone sono tornate nello Stato di provenienza munite di un tale aiuto.

Sulla base delle esperienze maturate dall’UFM durante i primi mesi di test, si può affermare che le procedure sono state svolte in modo rapido e giusto; nella maggior parte delle procedure portate a termine sono state rispettate le scadenze prescritte. La quota di ricorso si è attestata attorno al 10 per cento, ossia a un livello basso rispetto alle procedure ordinarie. Ciò può essere interpretato come un segno che le decisioni emanate durante la fase di test riscontrano un ampio consenso.

Ruolo importante della rappresentanza legale

Questo primo bilancio positivo è dovuto a diversi fattori: i consulenti giuridici e i rappresentanti legali intervengono sin dall’inizio e in tutte le fasi della procedura e sono così ampiamente informati in merito a ogni singola procedura e ai motivi di fuga dei richiedenti che assistono. Ciò consente ai rappresentanti legali di meglio valutare le decisioni in materia d’asilo e la probabilità di successo di eventuali ricorsi. I rappresentanti legali hanno inoltre la possibilità di pronunciarsi sulle bozze delle decisioni, il che concorre ad accrescere il consenso attorno alle decisioni definitive.

La nuova procedura garantisce la massima trasparenza anche per i richiedenti stessi, che, informati dai consulenti giuridici, possono capirne ogni singola fase. Oltre agli iter velocizzati, i rappresentanti legali illustrano ai richiedenti anche i loro diritti e obblighi. Un richiedente è assistito dal medesimo patrocinatore per l’intera durata della procedura e tutte le fasi procedurali si svolgono nel medesimo luogo, il che concorre parimenti a garantire maggiore chiarezza e comprensibilità.

Con la fase di test ci si propone di ottimizzare le nuove procedure così da renderle idonee al conseguimento degli obiettivi perseguiti per il previsto riassetto del settore dell’asilo, ossia:

  • dare protezione a chi ne ha bisogno,
  • svolgere le procedure d’asilo in modo celere e giusto,
  • gli incentivi a depositare domande d’asilo manifestamente infondate sono ridotti e
  • accrescere la credibilità della procedura d’asilo.

Il primo bilancio provvisorio dopo cinque mesi di test è positivo: la fase di test si è dimostrata all’altezza delle aspettative, sia in termini di velocizzazione delle procedure, sia in termini di budget. L’UFM ha ordinato una valutazione esterna vertente sull’efficienza economica dei processi migliorati e sull’efficacia delle procedure velocizzate. I risultati intermedi di questa valutazione sono attesi per la fine dell’anno.

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 11.06.2014

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