Libera circolazione delle persone: ulteriori misure per lottare contro gli abusi

Comunicati, Il Consiglio federale, 15.01.2014

Berna. Gli stranieri che si trovano in Svizzera unicamente per cercare un impiego e i loro familiari non ricevono alcun aiuto sociale. Nel caso di cittadini UE/AELS disoccupati va chiarito quando perdono il diritto di soggiorno in virtù dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone. Il diritto di soggiorno degli immigrati pensionati sarà riesaminato se essi percepiscono prestazioni complementari. Sono questi i principi che il Consiglio federale intende sancire esplicitamente nel diritto federale al fine di garantire un’esecuzione uniforme su scala nazionale. Prevede inoltre di negare il rilascio del permesso di domicilio anche ai cittadini UE/AELS che sono stati disoccupati nel corso degli ultimi 12 mesi.

Il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) e il Dipartimento federale dell’interno (DFI) avvieranno la consultazione per le necessarie modifiche del diritto in materia di stranieri e della legge federale sulle prestazioni complementari entro maggio 2014.

Affrontare le sfide di politica interna

L’immigrazione riconducibile all’Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) ha avuto un impatto perlopiù positivo sullo sviluppo economico della Svizzera. In un rapporto di luglio 2012, il Consiglio federale ha tuttavia rilevato che la libera circolazione comporta anche determinate sfide di politica interna, affrontate con fermezza. Nel 2010 il Consiglio federale ha emanato un primo pacchetto di misure tese a combattere gli abusi. In ultima analisi è tuttavia emerso che permangono incertezze quanto alla concessione dell’aiuto sociale e del diritto di soggiorno – in particolare nel caso di chi giunge in Svizzera per cercare un impiego oppure si ritrova disoccupato mentre soggiorna nel nostro Paese.

L’ALC non prevede alcun diritto generale all’aiuto sociale per queste persone, ma finora l’applicazione di tale principio da parte dei Cantoni non è stata uniforme. Mercoledì il Consiglio federale ha pertanto deciso di introdurre una normativa vincolante su scala nazionale: i cittadini dell’UE/AELS che giungono in Svizzera al solo scopo di cercare un impiego non ricevono alcun aiuto sociale. Lo stesso vale per i loro familiari.

Le modifiche della legge federale sulle prestazioni complementari introducono anche uno scambio automatico di informazioni tra le competenti autorità cantonali in merito al versamento di prestazioni complementari. Il servizio competente dovrà informare automaticamente le autorità cantonali della migrazione se uno straniero senza attività lucrativa percepisce prestazioni complementari. In tal modo è garantita la possibilità di revocare il permesso di dimora a tali persone. S’intende inoltre esaminare se anche le autorità migratorie debbano informare le autorità competenti in materia di prestazioni complementari in caso di modifica dello statuto di soggiorno. Ciò permetterebbe di escludere il versamento ingiustificato di prestazioni.

Sarà inoltre negato il rilascio del permesso di domicilio ai cittadini UE/AELS che soggiornano in Svizzera da cinque anni e sono stati disoccupati nel corso dei precedenti 12 mesi, anche se esiste una convenzione di domicilio con il rispettivo Paese d’origine. Il DFGP è incaricato di rivedere l’ordinanza sull’introduzione della libera circolazione delle persone (OLCP) definendo chiaramente le condizioni alle quali i cittadini UE/AELS perdono il diritto di soggiorno se cessano la loro attività lucrativa.


Nota per le redazioni:
Mercoledì il Consiglio federale ha adottato altre decisioni in materia di libera circolazione delle persone, illustrate nel comunicato stampa "Consiglio federale e politica dell’alloggio: prosegue il dialogo, avanti con i provvedimenti".

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 15.01.2014

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