Il Consiglio federale lancia il progetto di apprendistato per rifugiati

Parole chiave: Integrazione | Mercato di lavoro

Comunicati, Il Consiglio federale, 18.12.2015

Berna. Il Consiglio federale si prefigge un’integrazione professionale più rapida e durevole per i rifugiati riconosciuti e le persone ammesse provvisoriamente. In data odierna ha quindi lanciato un progetto pilota quadriennale fondato sul comprovato sistema di apprendistato svizzero. Un apprendistato ad hoc intende consentire ai rifugiati riconosciuti e agli ammessi a titolo provvisorio, purché capaci e motivati, di acquisire entro breve una preparazione linguistica e professionale e di familiarizzarsi con la realtà lavorativa svizzera lavorando direttamente sul campo.

Lanciando il progetto pilota degli apprendistati preliminari d’integrazione, il Consiglio federale reagisce all’aumento del numero di rifugiati riconosciuti e di ammessi provvisoriamente che restano a lungo in Svizzera. Intende sfruttare meglio il potenziale lavorativo di queste persone e ridurne la dipendenza dall’aiuto sociale. Il progetto pilota contribuisce anche a colmare la penuria di lavoratori specializzati e di manodopera (iniziativa sul personale qualificato).

Chiare aspettative nei confronti dei rifugiati…

I rifugiati riconosciuti e gli ammessi a titolo provvisorio sono in genere molto propensi a lavorare e di regola vantano esperienze professionali acquisite nel loro Paese d’origine. Di rado dispongono però delle competenze necessarie per iniziare una formazione professionale o trovare un’occupazione nel mercato del lavoro svizzero. Prima di accedere a una professione, la maggior parte di loro deve imparare una lingua nazionale, familiarizzarsi con la cultura lavorativa svizzera e acquisire competenze professionali di base in un determinato settore.

È un percorso che richiede tempo. Per partecipare al progetto pilota della durata di un anno sono pertanto indispensabili capacità, motivazione e tenacia, qualità verificate in una procedura d’accertamento. In una prima fase è prevista la partecipazione di un massimo di 1000 rifugiati e ammessi a titolo provvisorio l’anno. È ipotizzabile che in una seconda tappa il progetto sarà aperto anche ad altre cerchie di persone, rientranti o no nel settore dell’aiuto sociale.

… e dell’economia

Il progetto pilota della Segreteria di Stato della migrazione (SEM) si rivolge in primo luogo ai settori economici caratterizzati da penuria di lavoratori e apprendisti. Talune associazioni economiche e di categoria come pure singole aziende saranno coinvolte come partner del progetto e chiamate a collaborare strettamente con le autorità statali, in particolare nella ricerca di posti di tirocinio e di lavoro. Concepiti in funzione delle esigenze dei vari settori, gli apprendistati preliminari d’integrazione si svolgeranno negli istituti formativi dei settori interessati o nelle scuole professionali e saranno quindi condotti da specialisti della formazione professionale. L’organizzazione può beneficiare delle esperienze acquisite nei progetti pilota terminati con successo.

Apprendimento precoce della lingua

Oltre all’apprendistato preliminare d’integrazione per rifugiati, il progetto pilota prevede la promozione linguistica precoce per le persone la cui procedura d’asilo è in corso e che hanno buone probabilità di rimanere in Svizzera a lungo termine. A questi richiedenti va data l’occasione di sfruttare i tempi procedurali per imparare quanto prima la lingua del luogo. L’accesso al mercato del lavoro resta loro invece precluso fino alla decisione sull’asilo. L’obiettivo del progetto è di permettere a un massimo di 1000 persone l’anno di acquisire, durante la procedura d’asilo, le competenze linguistiche necessarie per potersi inserire, a decisione pronunciata, immediatamente in un programma di apprendistato preliminare o nella vita professionale.

Investimenti proficui

Per il progetto pilota, gli investimenti della Confederazione saranno fissati nel 2017 e ammonteranno al massimo a 54 milioni di franchi sull’arco di quattro anni. Le misure sono volte ad anticipare di alcuni anni l’integrazione professionale dei partecipanti. I risparmi che ne risultano per l’aiuto sociale consentiranno di sgravare a lungo termine le casse della Confederazione giovando anche a quelle cantonali e comunali.

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vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 18.12.2015

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