Svizzera-UE: intensificate le consultazioni sulla libera circolazione delle persone

Comunicati, DFGP, 21.12.2015

Berna. Lunedì la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga ha incontrato a Bruxelles, per una riunione di lavoro, il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker e il presidente del Consiglio europeo Jean Asselborn. I tre hanno deciso di portare avanti e intensificare le consultazioni sulla libera circolazione delle persone; lo scopo di entrambe le parti è di arrivare a una soluzione mutualmente accettabile, conforme sia alla Costituzione federale svizzera sia all’Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC).

2015-12-21
Il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker, la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga, e il presidente del Consiglio europeo Jean Asselborn (Foto: DFGP)

S’intende fondare la soluzione perseguita su un’interpretazione del vigente ALC, permettere l’estensione dell’ALC alla Croazia e, al tempo stesso, rispettare i principi della Costituzione federale. Una clausola di salvaguardia unilaterale sarebbe svantaggiosa sia per la Svizzera sia per l’Unione europea (UE). Sommaruga, Juncker e Asselborn hanno ribadito anche la loro volontà di portare avanti i negoziati sulle questioni istituzionali e di realizzare, a tempo debito, progressi negli altri dossier ancora aperti.

L’intensificazione delle consultazioni dimostra l’esistenza della volontà politica di trovare una soluzione. È quanto ha affermato dopo l’incontro la Presidente della Confederazione, ricordando che resta comunque molto da fare, la svolta essendo ancora lontana.

Interpretazione comune dell’ALC

La soluzione attualmente perseguita è basata sull’articolo 14 capoverso 2 dell’ALC, secondo cui in caso di gravi difficoltà di ordine economico o sociale, il Comitato misto si riunisce, su richiesta di una delle parti contraenti, al fine di esaminare le misure adeguate per porre rimedio alla situazione.

Per rispettare i termini costituzionali, a inizio marzo il Consiglio federale sottoporrà al Parlamento un disegno di legge per l’attuazione del nuovo articolo costituzionale. Se non dovesse essere possibile raggiungere una soluzione consensuale con l’UE, la Svizzera prevede di inserire una clausola di salvaguardia unilaterale nella legge sugli stranieri.

Il 9 febbraio 2014 i cittadini svizzeri hanno accettato una modifica costituzionale che intende garantire una migliore gestione dell’immigrazione da parte della Svizzera. Da allora il Consiglio federale cerca con l’UE una soluzione che, oltre a tener conto sia della volontà popolare sia dell’ALC, permetta di sviluppare e rafforzare la via bilaterale. Il 7 luglio 2014 la Svizzera ha presentato una domanda di revisione, rigettata dall’UE con lettera del 24 luglio 2014. Il 2 febbraio 2015 è stato possibile sbloccare la situazione in occasione di un incontro a Bruxelles. L’11 febbraio 2015 il Consiglio federale ha adottato un mandato negoziale. Da allora hanno avuto luogo dieci tornate consultive.

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 21.12.2015

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