Rapporto sulle differenze tra i Cantoni nell’esecuzione dell’accordo sulla libera circolazione delle persone

Comunicati, Il Consiglio federale, 04.03.2016

Berna. Oggi il Consiglio federale ha adottato un rapporto contenente varie misure volte a ridurre le differenze tra i Cantoni nell’esecuzione dell’accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC). Le raccomandazioni prevedono, tra le altre cose, una vigilanza più attiva da parte della Confederazione e un potenziamento del sostegno all’esecuzione.

Il postulato 14.4005 della Commissione della gestione del Consiglio nazionale (CdG-N) ha incaricato il Consiglio federale di chiarire, in collaborazione con i Cantoni, le cause delle differenze cantonali nell’esecuzione dell’ALC. Al tempo stesso, il Consiglio federale è invitato a esaminare le possibilità di utilizzare meglio e in maniera più uniforme la revoca o la limitazione del permesso di dimora come strumenti per gestire l’immigrazione.

Dal rapporto emerge che le differenze cantonali nell’esecuzione dell’ALC sono riconducibili alla volontà politica di garantire ai Cantoni il debito margine discrezionale, ma soprattutto a differenze geografiche e organizzative. In funzione della loro dimensione e situazione geografica, i Cantoni sono confrontati con un’immigrazione di entità e composizione diverse. Ciò spiega anche le divergenze tra i Cantoni per quanto riguarda le risorse di personale messe a disposizione per rispondere alle sfide nel settore degli stranieri.

Nel suo rapporto il Consiglio federale giunge alla conclusione che le differenze cantonali nell’esecuzione dell’ALC possono essere ridotte, come richiesto dalla CdG-N, grazie a una vigilanza più attiva da parte della Confederazione e grazie a un potenziamento del sostegno all’esecuzione. Il Consiglio federale considera invece molto esigue le possibilità di gestire l’immigrazione grazie alla revoca o alla limitazione del permesso di dimora. Concorda tuttavia con la CdG-N nell’affermare che queste misure vanno utilizzate dai Cantoni in maniera quanto più possibile uniforme.

Il rapporto evidenzia tre misure concrete, da adottare individualmente o congiuntamente: un allargamento della procedura di approvazione, adeguamenti tecnici del sistema d’informazione centrale sulla migrazione (SIMIC) in vista di una vigilanza più incisiva sull’esecuzione dell’ALC e un potenziamento del sostegno all’esecuzione a favore dei Cantoni. Se del caso, a dipendenza della valutazione del rapporto da parte della CdG-N e del Parlamento, il DFGP sottoporrà a tempo debito al Consiglio federale una proposta riguardante l’ulteriore modus operandi.

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 04.03.2016

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