Il Consiglio federale licenzia il messaggio concernente la guardia di frontiera e costiera europea

Comunicati, Il Consiglio federale, 17.05.2017

In occasione della sua seduta del 17 maggio 2017, il Consiglio federale ha licenziato il messaggio sul recepimento e la trasposizione del regolamento UE che istituisce la nuova guardia di frontiera e costiera europea. Il regolamento costituisce la base per un rafforzamento della sicurezza alle frontiere esterne e all’atto del rimpatrio di persone provenienti da Paesi terzi che soggiornano illegalmente nello spazio Schengen.

La maggior parte dei partecipanti alla procedura di consultazione, dei cui risultati il Consiglio federale ha preso atto in data odierna, ha accolto favorevolmente la proposta di recepire il regolamento che istituisce la guardia di frontiera e costiera. La netta maggioranza è pertanto a favore di un rafforzamento della sicurezza alle frontiere esterne e all’atto del rimpatrio di persone provenienti da Paesi terzi che soggiornano illegalmente nello spazio Schengen.

Protezione dei confini ampliata e rafforzata

La pressione migratoria straordinaria che l’UE ha subìto nel 2015 alle sue frontiere esterne e gli importanti movimenti secondari nello spazio Schengen hanno spinto diversi Stati Schengen a reintrodurre controlli alle proprie frontiere interne. Tale fatto ha evidenziato la necessità di un maggiore sostegno agli Stati Schengen, in particolare per quanto concerne i controlli alle frontiere esterne, al fine di rafforzare tutto lo spazio Schengen.

Per questo motivo l’UE ha deciso di ampliare e rafforzare la protezione delle frontiere esterne. Il compito principale sarà quello di attuare la gestione europea integrata delle frontiere, conformemente al principio della responsabilità condivisa. Ciò significa che gli Stati Schengen rimangono i principali responsabili della gestione delle proprie frontiere esterne. Parallelamente essi verranno assistiti da un’Agenzia con competenze più ampie. La denominazione abbreviata «Frontex» sarà mantenuta anche per la nuova Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera.

Riserva di reazione rapida per situazioni di crisi

La nuova Agenzia Frontex avrà a disposizione una riserva di guardie di frontiera (riserva di reazione rapida) e attrezzatura tecnica. Se alle frontiere esterne di uno Stato Schengen si verifica una situazione critica, per esempio a causa di una pressione migratoria particolarmente forte o della criminalità transfrontaliera, è possibile inviare temporaneamente le squadre della riserva di reazione rapida. Tale invio può avvenire su richiesta di uno Stato Schengen o su decisione del Consiglio dell’Unione europea, d’intesa con lo Stato Schengen interessato.

Se lo Stato in questione respinge tale sostegno, compromettendo così la sicurezza dello spazio Schengen, quale ultima ratio il Consiglio dell’Unione europea può autorizzare gli altri Stati Schengen a reintrodurre i controlli alle proprie frontiere interne.

Sostenere il rimpatrio

Frontex si assumerà anche maggiori responsabilità nel rimpatrio di migranti sprovvisti di titolo di soggiorno verso i loro Paesi di provenienza. L’Agenzia si prefigge di attuare un sistema di rimpatri globale nonché di sfruttare le relative sinergie. In tale contesto essa ha, tra l’altro, il compito di supportare gli Stati Schengen mediante il coordinamento, il sostegno e il finanziamento di operazioni di rimpatrio congiunte oppure mediante l’organizzazione di proprie operazioni di rimpatrio a partire da Stati Schengen che ne hanno fatto domanda.

L’applicazione generale del regolamento in Svizzera compete all’Amministrazione federale delle dogane, in particolare al Corpo delle guardie di confine, che funge già da punto di contatto nazionale per Frontex. Per quanto riguarda le questioni legate al rimpatrio, la responsabilità dell’applicazione spetta alla Segreteria di Stato della migrazione.

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 17.05.2017

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