Tecnologie moderne per i controlli automatizzati alle frontiere esterne di Schengen

Comunicati, Il Consiglio federale, 21.11.2018

L’impiego di tecnologie moderne rafforza ulteriormente i controlli alle frontiere esterne dello spazio Schengen. Gli Stati Schengen introducono un nuovo sistema d’informazione comune contenente i dati dei cittadini di Stati terzi che si recano nello spazio Schengen per soggiorni di breve durata. Viene inoltre introdotta la possibilità di effettuare controlli automatizzati delle persone alle frontiere esterne di Schengen. Nella riunione del 21 novembre 2018 il Consiglio federale ha adottato il pertinente messaggio.

A partire dal 2021 sarà introdotto su scala europea un sistema d’informazione (sistema Entry/Exit, EES) che registra i dati relativi all'entrata e alla partenza di cittadini di Stati terzi che si recano nello spazio Schengen per un soggiorno di breve durata. Nel sistema figureranno inoltre gli eventuali rifiuti di entrata. L’EES sarà gestito alle frontiere esterne di Schengen; in Svizzera, quindi, agli aeroporti. Al contempo sono previsti controlli automatizzati delle persone alle frontiere basati sull’impiego di tecnologie moderne. Le novità contribuiscono a rafforzare ulteriormente i controlli alle frontiere esterne.

Il Consiglio federale ha svolto una procedura di consultazione al riguardo che si è tenuta dal 14 febbraio al 21 maggio 2018. La maggioranza dei partecipanti ha approvato il progetto. Sulla base dei pareri pervenuti il Consiglio federale ha in parte completato il testo del messaggio, ad esempio precisando la ripartizione dei costi tra Confederazione, Cantoni e gestori degli aeroporti.

Rinuncia al programma nazionale di facilitazione

Gli Stati Schengen hanno la possibilità di istituire su base volontaria un programma nazionale di facilitazione per i viaggiatori frequenti (National Facilitation Programme, NFP). La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha commissionato uno studio sull’opportunità di istituire un NFP in Svizzera da cui è emerso che attualmente un siffatto programma non sarebbe redditizio perché comporterebbe un onere supplementare in termini di personale per la Confederazione e i Cantoni. Il Consiglio federale ha quindi deciso di rinunciare in un primo tempo all’introduzione di un NFP.

Standard elevato in materia di protezione dei dati

Alcuni partecipanti alla consultazione hanno inoltre chiesto un trattamento dei dati nell’EES proporzionato agli obiettivi perseguiti. Il Consiglio federale ha ripreso ampiamente questa richiesta puntando così a uno standard di protezione dei dati corrispondente a quello dell’UE. Il messaggio sarà ora sottoposto al Parlamento.

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vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 21.11.2018

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