Rapporto sulle attività svolte dalla Svizzera nel settore della politica migratoria estera 2018

Comunicati, Il Consiglio federale, 29.05.2019

Il 2018 è stato caratterizzato da una netta diminuzione della migrazione irregolare verso l’Europa. Il numero di domande d’asilo presentate in Svizzera non è mai stato così basso dal 2008. Occorre tuttavia ancora affrontare le sfide dovute a conflitti armati, violazioni dei diritti dell’uomo, persecuzioni e mancanza di opportunità economiche nelle regioni di origine più importanti. Il nesso strategico tra gli interessi della Svizzera in materia di migrazione e la cooperazione internazionale costituisce uno strumento essenziale per rispondere a tali sfide. La Svizzera prosegue il suo impegno a favore della protezione dei rifugiati e dei migranti in situazioni di vulnerabilità a livello bilaterale, regionale e multilaterale. È quanto afferma il Consiglio federale nel suo rapporto sulle attività svolte dalla Svizzera nel settore della politica migratoria estera 2018, adottato in occasione della seduta del 29 maggio 2019.

L’essenziale in breve:

  • Nel 2018 la migrazione irregolare in Europa è nettamente diminuita.
  • Occorre tuttavia affrontare sfide dovute a conflitti, violazioni dei diritti dell’uomo e mancanza di prospettive economiche.
  • La Svizzera prosegue il suo impegno per la protezione dei rifugiati e dei migranti vulnerabili, segnatamente nelle regioni di provenienza e di transito.

Rafforzare la protezione dei migranti nelle regioni di provenienza e di transito è uno degli obiettivi della politica migratoria della Confederazione. Queste attività coordinate a livello interdipartimentale si basano su vari strumenti che vanno dai rapporti di partenariato con i Paesi di provenienza, di transito e di destinazione alla ricerca concreta di soluzioni per contrastare la migrazione forzata e irregolare come anche alla creazione di opportunità sul posto.

La Svizzera ha perseguito l’obiettivo di unire i suoi interessi nell’ambito della migrazione a quelli della cooperazione internazionale. Ha infatti continuato il suo impegno a favore della protezione dei rifugiati, dei migranti e delle persone trasferite nel Medio Oriente e nel Corno d’Africa. L’obiettivo è di combattere le cause degli spostamenti forzati e di migliorare le condizioni di vita dei migranti sul posto mediante la ricerca di soluzioni durature e la creazione di prospettive e opportunità socioeconomiche a livello locale.

Cooperazione a livello bilaterale e regionale

La Svizzera ha rafforzato la sua cooperazione bilaterale con vari Stati. A tale proposito ha intrattenuto numerosi dialoghi sulla migrazione e ad agosto 2018 ha sottoscritto un nuovo partenariato migratorio con lo Sri Lanka. Si tratta del sesto partenariato migratorio per la Svizzera e del primo concluso con un Paese asiatico.

A novembre 2018 la Svizzera ha raggiunto un accordo con l’Etiopia in materia di ritorno. È stato infatti convento di applicare ai casi svizzeri le procedure in vigore da febbraio 2018 tra l’Unione europea (UE) e l’Etiopia.

Nell’anno in rassegna oltre 960 rifugiati siriani particolarmente vulnerabili sono stati trasferiti dal Medio Oriente in Svizzera. Il reinsediamento costituisce un importante segnale di solidarietà nei confronti dei Paesi di prima accoglienza. In questo spirito il Consiglio federale ha deciso nel 2018 di proseguire la sua partecipazione al programma di reinsediamento dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (ACNUR).

Nel 2018, la Svizzera e l’UE hanno inoltre approfondito la loro cooperazione nel settore della migrazione. La ripartizione degli oneri tra gli Stati firmatari degli accordi Schengen/Dublino nel settore dell’asilo e della lotta contro la migrazione irregolare ha continuato a suscitare dibattiti controversi. La Svizzera ha inoltre partecipato alle discussioni volte a trovare una soluzione equa e solidale. Nonostante l’assenza di progressi realizzati nella riforma del sistema di Dublino nel 2018, il nostro Paese ha continuato ad impegnarsi a favore di una ripartizione migliore delle responsabilità tra gli Stati membri.

Impegno a livello multilaterale

La Svizzera è da anni attiva nello sviluppo di una governance globale della migrazione. Gli obiettivi consistono nel garantire il rispetto dei diritti dell’uomo, prevenire lo sfruttamento e lo spostamento forzato e fare in modo che la migrazione porti vantaggi per tutti.

Il rapporto evidenzia in particolare il dibattito interno suscitato dal Patto migratorio dell’ONU, adottato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 2018. Il Consiglio federale si è conformato alla volontà dell’Assemblea federale di esaminare in modo approfondito tale atto. Finora non l’ha approvato e aspetterà l’esito del dibattito parlamentare prima di comunicare la sua posizione definitiva.

A dicembre 2018, la Svizzera ha adottato il Patto globale sui rifugiati teso a rafforzare il sistema internazionale di protezione dei rifugiati, basato a sua volta sulla Convenzione di Ginevra sullo statuto dei rifugiati.

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vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 29.05.2019

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