Richiedenti l’asilo eritrei

Parole chiave: Asilo

Fino al novembre 2016 sono sbarcati sulle coste meridionali italiane attorno ai 181 500 migranti, transitati per la grande maggioranza – ossia il 90 % – dalla Libia. Circa 20 700 persone (quasi la metà rispetto al 2015) hanno attraversato il Mediterraneo centrale per approdare in Italia meridionale. Circa un terzo degli Eritrei giunti quest’anno ha chiesto asilo in Italia, mentre nel 2015 questa proporzione era inferiore al 5 per cento.

Situazione in Eritrea

Dall’indipendenza dell’Eritrea, nel 1993, il Paese è governato da Isaias Afeworki, ovvero dal suo Fronte popolare per la democrazia e la giustizia (PFDJ). Da allora non ci sono state elezioni e la Costituzione adottata nel 1997 non è mai entrata in vigore. Chi critica Governo è perlopiù incarcerato senza procedimento. Anche la libertà di religione è molto limitata.

Dalla guerra di confine eritreo-etiope 1998-2000, tutti i cittadini eritrei sono obbligati a prestare un «servizio di leva nazionale» – in ambito militare o in ambito civile – che può essere di durata indefinitamente estesa, senza alcuna prospettiva di proscioglimento. Il soldo è infimo, il luogo e il contenuto del servizio sono imposti. Quest’assenza di prospettive spinge molti giovani Eritrei a emigrare.

I cittadini eritrei che vengono in Svizzera sono perlopiù giovani fra i 15 e i 30 anni. Queste persone si recano perlopiù via terra fino in Libia, transitando dal Sudan, per poi imbarcarsi a destinazione dell’Italia. I loro principali Stati di destinazione in Europa sono Svezia, Germania, Norvegia, Paesi Bassi e Svizzera.

Domande d’asilo in Svizzera

L’afflusso di richiedenti l’asilo eritrei varia grandemente in funzione delle stagioni. Nel 2014 e nel 2015 si è osservato il trend seguente: il numero delle persone sbarcate ha preso ad aumentare non appena le condizioni climatiche nel Mediterraneo centrale si sono stabilizzate. Conseguentemente è aumentato anche il numero di domande d’asilo di cittadini eritrei in Svizzera, il quale ha raggiunto l’apice in giugno o in luglio. Dalla fine di luglio si è osservato un calo degli sbarchi sulle coste italiane, che alcune settimane più tardi è andato a ripercuotersi sulle cifre riguardanti la Svizzera, facendo calare nettamente il numero di nuove domande d’asilo di cittadini eritrei. Nel 2016 la SEM ha registrato 5178 domande d’asilo di cittadini eritrei, il 48 per cento in meno rispetto al 2015..

Come per tutte le domande d’asilo, anche nel caso dei cittadini eritrei ogni domanda è analizzata da vicino e la credibilità delle allegazioni è sottoposta a verifica. Nel 2016 la SEM ha concesso l’asilo al 42,5 per cento dei richiedenti eritrei. Qualora costati che, dando false indicazioni o commettendo attività criminali, un richiedente abusa della disponibilità della Svizzera all’accoglienza, la SEM adotta le misure del caso.

Impegno della Svizzera sul posto

Nel 2006, a fronte delle difficoltà generali incontrate dalle organizzazioni di soccorso e in vista di concentrarsi su Paesi prioritari, la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) è stata costretta a porre fine al proprio impegno pluriennale in Eritrea.

La strategia della Svizzera per il Corno d’Africa include tuttavia l’Eritrea nelle proprie analisi politiche, umanitarie e di sviluppo. Nel quadro del programma «protezione nella regione» nel Corno d’Africa, fino al 2015 la Svizzera ha finanziato due progetti regionali finalizzati a migliorare la protezione e le condizioni di vita dei rifugiati e dei migranti lungo le rotte migratorie dell’est e dell’ovest. La strategia congiunta dell’UNHCR e dell’OIM per lottare contro il traffico e la tratta di esseri umani gode del sostegno svizzero sin dal 2012. Al momento, un progetto finanziato nel quadro di questa strategia sostiene in particolare i rifugiati eritrei a Khartoum e nell’est del Sudan. Alla fine del 2014 in Etiopia ha preso il via un progetto del Norwegian Refugee Council a favore dei rifugiati eritrei. Simultaneamente ha preso il via anche un progetto dell’UNHCR destinato ai richiedenti l’asilo e rifugiati minorenni non accompagnati nei campi profughi dell’Etiopia del nord. La Svizzera sostiene inoltre un progetto destinato ai cittadini dei Paesi del Corno d’Africa «bloccati» in Egitto e nel Sudan, finalizzato a consentire il ritorno volontario dei migranti vulnerabili. Per rafforzare le capacità regionali in materia di gestione delle migrazioni, la SEM finanzia, in collaborazione con la DSC, il programma migratorio dell’Intergovernmental Authority on Development (IGAD).

Dal gennaio 2016 la SEM finanzia per la prima volta un progetto in Eritrea realizzato dal Norwegian Refugee Council. Il progetto è rivolto ad adolescenti che non hanno terminato la scuola secondaria e che pertanto non possono accedere a un apprendistato in un centro nazionale. Spesso questi giovani sono invece reclutati per il servizio militare. Con il progetto ci si propone di offrire loro una formazione e degli start-up kits che aprano loro l’accesso al mondo del lavoro.

Info complementari

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 23.03.2017