Concluso il progetto pilota per l’esame dell’ammissione provvisoria di cittadini eritrei

Parole chiave: Asilo

Comunicati, SEM, 03.09.2018

Nel quadro di un progetto pilota la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha esaminato l’ammissione provvisoria di circa 250 persone provenienti dall’Eritrea. In molti di questi casi si può dare per acquisito che gli interessati abbiano già assolto il servizio obbligatorio. Conformemente alla nuova giurisprudenza afferente, il nove percento di queste ammissioni provvisorie può essere revocato. Entro la metà del 2019 la SEM esaminerà la situazione di altri 2800 cittadini eritrei e stabilirà se, per il momento, sono autorizzati a rimanere in Svizzera.

In una sentenza del 17 agosto 2017 il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha considerato, in linea di massima, ragionevolmente esigibile rimpatriare i richiedenti l’asilo eritrei la cui domanda d’asilo è stata respinta. La SEM ha adeguato la propria prassi in materia di rimpatri alla nuova giurisprudenza, decidendo alla fine del 2017 di riesaminare l’ammissione provvisoria pronunciata nei riguardi di circa 3400 cittadini eritrei. In un primo tempo, nel quadro di un progetto pilota, sono stati esaminati circa 250 casi. In un’altra sentenza del 10 luglio 2018 il TAF ha precisato che il rimpatrio di richiedenti l’asilo eritrei oggetto di una decisione negativa in materia d’asilo è ammissibile e ragionevolmente esigibile anche a fronte della possibilità che, una volta in patria, queste persone siano convocate per il servizio nazionale. Questa decisione conferma la vigente prassi della SEM in materia di allontanamenti e non si ripercuote pertanto sull’esame in corso delle ammissioni provvisorie.

Risultati del progetto pilota

Per tutti i casi esaminati nel quadro del progetto pilota la SEM ha vagliato accuratamente l’ammissibilità o meno del rimpatrio, alla luce della situazione individuale di ciascuno. Nel nove per cento dei casi la revoca dell’ammissione provvisoria è risultata giuridicamente difendibile e proporzionata. Tale misura sarà pertanto pronunciata in una ventina di casi circa. La decisione di revoca potrà essere impugnata dinanzi al TAF. In molti dei casi esaminati contestualmente al progetto pilota si può dare per acquisito che gli interessati abbiano già assolto il servizio obbligatorio. Ne consegue una proporzione di revoche maggiore rispetto ai valori osservati nei lunghi anni di esperienza maturati sinora. Dal 2003 la SEM ha esaminato oltre 50 000 ammissioni provvisorie di richiedenti l’asilo con decisione negativa. Le condizioni per la revoca erano soddisfatte nel quattro per cento dei casi circa.

Altre 2800 ammissioni provvisorie esaminate entro la metà del 2019

Entro la metà del 2019 la SEM esaminerà l’ammissione provvisoria di altri 2800 cittadini eritrei. Saranno trattati in priorità i dossier di famiglie, minorenni non accompagnati e giovani in formazione. L’obiettivo, proprio per questi gruppi specifici, è quello di instaurare rapidamente la certezza giuridica, così da poter portare avanti le misure integrative nei riguardi delle persone autorizzate, per il momento, a rimanere in Svizzera. Contestualmente all’Agenda Integrazione, la Confederazione e i Cantoni intendono integrare quanto prima possibile le persone del settore dell’asilo che hanno buone opportunità di rimanere in Svizzera nel mercato del lavoro e nella società svizzera.

Gli altri casi – perlopiù persone sole maggiori di 20 anni – saranno trattati in seconda priorità. Occorrerà peraltro stabilire caso per caso se dal momento dell’ammissione provvisoria gli interessati hanno commesso reati. In caso affermativo sarà avviata una procedura di revoca. Le circa 400 ammissioni provvisorie pronunciate dal settembre 2017 non verranno riesaminate in quanto già conformi alla nuova giurisprudenza del TAF.

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 03.09.2018

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