La procedura d’asilo

In ogni parte del mondo numerose persone si vedono costrette a lasciare il proprio Paese d’origine per poi presentare una domanda d’asilo in un Paese scelto più o meno a caso. Alcuni sono perseguitati dalle autorità del loro Paese a causa delle loro opinioni politiche o della loro religione, altri fuggono gli orrori della guerra civile in atto nel loro Paese, altri ancora vogliono «semplicemente» abbandonare il loro Paese per sottrarsi alle catastrofiche condizioni economiche che vi regnano. La Svizzera è uno dei Paesi di destinazione di tali persone: garantisce asilo ai rifugiati e offre protezione provvisoria alle persone bisognose di protezione. La competenza in materia spetta all’Ambito Direzionale Asilo, presso la Segreteria di Stato della migrazione (SEM). Tale organo esamina in modo individuale e circostanziato ogni domanda d’asilo. Non entra tuttavia nel merito di domande palesemente abusive. Per quanto concerne le altre domande verifica se la richiesta d’asilo è fondata e, in caso affermativo, se la qualità di rifugiato ai sensi della legge sull’asilo è soddisfatta. Ai rifugiati riconosciuti è di solito concesso l’asilo: fanno eccezione, per esempio, coloro che hanno commesso delitti o crimini o che mettono in pericolo la sicurezza della Svizzera. I richiedenti cui è stata respinta la domanda d’asilo devono di norma lasciare la Svizzera. In questi casi non devono tuttavia esserci motivi d’impedimento all’allontanamento. In presenza di tali motivi, la SEM decide l’ammissione provvisoria in Svizzera. Altrimenti le autorità cantonali preposte alla migrazione, spesso in collaborazione con le competenti autorità federali, sono responsabili dell’esecuzione dell’allontanamento. I richiedenti l’asilo possono presentare ricorso presso il Tribunale amministrativo federale (TAF) contro le decisioni della SEM che negano l’asilo.

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 21.03.2016