Crisi umanitaria in Siria

Parole chiave: Asilo

Il conflitto armato che da oltre otto anni insanguina la Siria ha provocato una grave crisi umanitaria e inflitto sofferenze immani al popolo siriano. Stando alle stime, sinora ci sarebbero stati circa 500 000 morti. Sebbene in molte zone i combattimenti si siano placati, il conflitto non sembra essere prossimo a una soluzione politica. I diritti dell’uomo e il diritto internazionale umanitario non vengono rispettati e la situazione resta molto instabile.

Sul posto vi sono 13 milioni di persone che percepiscono un soccorso d’emergenza – più della metà della popolazione siriana. Molte persone fuggono il Paese. Stando all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (ACNUR), nella regione ci sono poco meno di 5,6 milioni di fuggiaschi, di cui quasi il 40 per cento sono bambini sotto i 12 anni.

Impegno svizzero sul posto

Dall’inizio della crisi, nel 2011, la Svizzera ha stanziato oltre 400 milioni di franchi per fornire un aiuto umanitario alla popolazione colpita. Metà dei crediti è stata investita a favore del sostegno e della protezione delle persone in Siria e l’altra metà per l’aiuto alle persone rifugiatesi in Libano, Giordania, Turchia e Iraq.

Nel quadro di un programma di cooperazione regionale sull’arco di quattro anni (2019-2022), la Svizzera è tuttora impegnata nei settori Protezione e migrazione, Istruzione e reddito, Prevenzione dei conflitti e promovimento della pace nonché Acqua e servizi igienico-sanitari. La SEM è particolarmente attiva nel settore Protezione e migrazione. I suoi obiettivi principali sono l’accesso alla registrazione e alla documentazione per i rifugiati in esilio, il potenziamento delle capacità delle autorità sul posto sotto il profilo della protezione e della gestione della migrazione nonché il mantenimento della capacità al ritorno dei profughi.

Oltre a offrire un sostegno sul posto, la Svizzera si prodiga nella ricerca di soluzioni a lungo termine per le vittime del confitto, accogliendo sul proprio territorio rifugiati particolarmente vulnerabili.

A fronte della situazione drammatica in Siria e dell’emergenza umanitaria che ne è scaturita, il Consiglio federale ha adottato misure concrete in Svizzera:

Misure attuate

  • Progetto pilota di Reinsediamento

Nel settembre 2013 il Consiglio federale aveva deciso di accogliere, nell’ambito di un progetto pilota della durata di tre anni, un totale di 500 rifugiati particolarmente bisognosi di protezione. Il progetto pilota era rivolto alle vittime della guerra siriana che l’ACNUR aveva riconosciuto quali rifugiati. Il progetto pilota si è concluso con successo alla fine del 2015. Nel suo contesto, tra il 29 novembre 2013 e il 9 dicembre 2015 sono state accolte in Svizzera 502 persone. 338 dei cittadini siriani accolti provenivano dal Libano, altri 23 dalla Giordania. 141 persone (Iracheni e Palestinesi in provenienza dall’Iraq) vivevano nell’area metropolitana di Damasco e sono entrate in Svizzera direttamente dalla Siria. Al progetto pilota hanno partecipato otto Cantoni: San Gallo (ammissione di 121 persone), Ginevra (70), Soletta (61), Lucerna (60), Vallese (54), Basilea Campagna (49), Sciaffusa (44) e Uri (43).

Dossier rilocazione

  • Agevolamenti per il rilascio dei visti

A fronte della situazione drammatica in Siria, la consigliera federale Simonetta Sommaruga, allora alla testa del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), ha introdotto nel settembre 2013 agevolamenti per il rilascio dei visti ai cittadini siriani aventi dei parenti in Svizzera. Lo scopo del provvedimento, estesosi sino alla fine di novembre 2013, era di consentire a queste persone di entrare in Svizzera in vista di un soggiorno temporaneo nel quadro di una procedura celere. In virtù di questa decisione, le ambasciate Svizzere nei Paesi confinanti con la Siria hanno rilasciato circa 4700 visti agevolati.

  • Decisione del Consiglio federale del 6 marzo 2015

Nel marzo 2015 il Consiglio federale ha deciso di accogliere in maniera scaglionata sull’arco di tre anni altre 3000 vittime del conflitto siriano bisognose di protezione.

Da un lato la decisione del Consiglio federale prevedeva di offrire protezione a un certo numero di persone particolarmente vulnerabili nel quadro di un reinsediamento a lungo termine (resettlement). Il programma pluriennale si è svolto in stretta collaborazione con l’ACNUR e si è concluso nel gennaio 2017. Sono giunte in Svizzera 999 persone ripartite in 35 gruppi. Come nel quadro del progetto pilota, queste persone hanno ottenuto in Svizzera lo statuto di rifugiati e pertanto non sono state sottoposte a una vera e propria procedura d’asilo.

Ad altre persone bisognose di protezione, dall’altro lato, è stato concesso un visto umanitario affinché potessero entrare in Svizzera in modo sicuro: il programma si rivolgeva esplicitamente ai parenti stretti (coniugi e figli minorenni) di cittadini siriani già ammessi a titolo provvisorio. Tra il maggio 2015 e la fine dell’azione, nel gennaio 2018, sono stati rilasciati in questo contesto 494 visti umanitari.

  • Decisione del Consiglio federale del 18 settembre 2015 – Ricollocazione

Il 18 settembre 2015 il Consiglio federale ha deciso di partecipare al primo programma europeo di ricollocazione (o relocation) riguardante 40 000 persone bisognose di protezione, deciso nel luglio 2015 dall’Unione europea (UE). L’obiettivo era di ricollocare in Svizzera 1500 persone che erano già state registrate in uno Stato Dublino e vi avevano presentato una domanda d’asilo. Lo scopo precipuo era di sgravare gli Stati Dublino situati alla frontiera esterna dell’UE e confrontati con un numero molto elevato di domande d’asilo.

Nel quadro del programma, tra maggio 2016 e marzo 2018 la Svizzera ha accolto 1500 persone. 921 di esse sono giunte dall’Italia, 579 dalla Grecia. Al loro arrivo in Svizzera queste persone sono state sottoposte a una normale procedura d’asilo. In questo modo la Svizzera ha dato un ulteriore contributo a un approccio solidale a livello europeo.

  • Decisione del Consiglio federale del 9 dicembre 2016 – Reinsediamento

Nel dicembre 2016 il Consiglio federale ha deciso di accogliere altre 2000 vittime del conflitto siriano sull’arco di due anni. L’azione si è svolta in stretta cooperazione con l’ACNUR ed è stata portata a termine come previsto nella primavera 2019. Sono entrate in tutto 1993 persone distribuite in 61 gruppi –in prevalenza famiglie siriane provenienti dal Libano e dalla Giordania.

Nel nostro Paese queste persone hanno ottenuto lo statuto di rifugiati e non sono state sottoposte a una vera e propria procedura d’asilo.

Progetti in corso

  • Decisione del Consiglio federale del 30 novembre 2018 – Reinsediamento

Il 30 novembre 2018 il Consiglio federale ha deciso di proseguire la propria partecipazione al programma di reinsediamento dell’ACNUR e di accogliere in Svizzera, entro un anno, 800 rifugiati particolarmente bisognosi di protezione, in particolare vittime del conflitto siriano. Il nuovo programma segue immediatamente i precedenti programmi di reinsediamento della Confederazione decisi dal Consiglio federale negli anni 2013, 2015 e 2016.

In Svizzera queste persone ottengono lo statuto di rifugiati e non sono pertanto sottoposte a una vera e propria procedura d’asilo.

Dal 1° maggio 2019 le misure previste per i rifugiati reinsediati sono attuate nel quadro dell’Agenda Integrazione Svizzera.

 

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vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 20.03.2018