Dialogo CTA sull’integrazione 2012–2016: I partner stilano un bilancio complessivamente positivo

Parole chiave: Integrazione | Mercato di lavoro

Comunicati, SEM, 03.11.2016. Conferenza tripartita sugli agglomerati (CTA)

Lo Stato e l’economia stilano un bilancio positivo del dialogo sull’integrazione "Lavorare – offrire e sfruttare opportunità". In particolare sono stati raggiunti obiettivi concreti: informazioni mirate per datori di lavoro e lavoratori, corsi di lingua orientati alla pratica per lavoratori con background migratorio, numerosi progetti volti a integrare i rifugiati nel mercato del lavoro.

Nel 2012 la Conferenza tripartita sugli agglomerati (CTA) ha avviato con le cerchie economiche un dialogo sull’integrazione impostato sull’arco di quattro anni allo scopo di intensificare la collaborazione tra il settore pubblico e quello privato nell’ambito dell’integrazione sul posto di la-voro. I promotori della CTA, ossia Confederazione, Cantoni, Città e Comuni, affiancati dall’Unione svizzera degli imprenditori, l’Unione svizzera delle arti e mestieri come pure diverse associazioni di categoria e sindacati hanno definito 15 obiettivi concreti da conseguire entro il 2016 nei tre campi d’azione seguenti: "Informazione e sensibilizzazione", "Lingua e formazione" e "Integrazione nel mercato del lavoro dei rifugiati riconosciuti e delle persone ammesse provvisoriamente".

Obiettivi centrati

Secondo il presidente della CTA, Guy Morin, la maggior parte degli obiettivi sono stati centrati, permettendo tra l’altro l’integrazione nel mercato del lavoro di circa 2000 rifugiati. Ciò è stato possibile in particolare grazie alla migliore collaborazione tra uffici statali ed economia. Confederazione e Cantoni hanno formulato proposte volte a smantellare una parte degli ostacoli sulle quali il Parlamento sarà chiamato ad esprimersi (agevolazioni in materia di permessi di lavoro, abrogazione di emolumenti speciali). Negli ultimi anni gli uffici cantonali e comunali competenti in materia di integrazione hanno potenziato le loro offerte, fornendo ad esempio informazioni per i lavoratori e i datori di lavoro, proponendo corsi di lingua orientati alla pratica, istituendo consultori contro la discriminazione o applicando misure mirate di integrazione nel mercato del lavoro.

Mario Gattiker, segretario di Stato per la migrazione, si è detto soddisfatto per il netto miglioramento della collaborazione tra pubblico e privato. Il dialogo CTA a livello nazionale agevola l’organizzazione congiunta di attività di informazione e sensibilizzazione coordinate dalla Confederazione. La collaborazione tra pubblico e privato nell’ambito di progetti di integrazione concreti risulta invece più efficace a livello cantonale e comunale. È quindi importante che le associazioni padronali e professionali nazionali continuino a sensibilizzare le loro sezioni sull’importanza di questo impegno. Le conclusioni a cui è giunto il dialogo CTA sull’integrazione saranno oggetto della terza Conferenza nazionale sull’integrazione, prevista nel giugno 2017, alla quale parteciperanno circa 250 rappresentanti della politica, dell’amministrazione e di organizzazioni private.

Miglioramento della collaborazione

Le organizzazioni mantello e quelle di categoria nei loro media hanno dedicato ampio spazio alle questioni dell’integrazione nell’intento di aiutare le imprese ad assumersi le proprie responsabilità. Dieter Kläy dell’Unione svizzera delle arti e mestieri incoraggia a portare avanti questo lavoro informativo e rileva che l’economia può assumere un ruolo attivo anche nell’ambito della promozione linguistica, come dimostrano ad esempio i corsi offerti dai partner sociali in vari settori. Dal canto loro, gli uffici statali dovrebbero coinvolgere l’economia nei progetti finalizzati all’integrazione nel mercato del lavoro già nella fase concettuale. Ciò incrementerebbe sensibilmente le possibilità di riuscita.

Benedikt Koch, direttore della Società svizzera degli impresari-costruttori (SSIC), sottolinea il grande valore aggiunto creato dal progetto di dialogo "Deutsch auf der Baustelle" lanciato dai partner sociali per promuovere l’apprendimento del tedesco tra la manodopera edile. I corsi di lingua durante il tempo libero, gratuiti e abbinati a una gratifica, sono oggi parte integrante dell’offerta del settore. Dal 2012 ne sono stati organizzati circa 250 grazie ai finanziamenti garantiti dal Parifonds Edilizia. Koch ha presentato anche altri progetti pilota volti a integrare i rifugiati nel mercato del lavoro ai quali hanno partecipato le sezioni SSIC di Berna e Zurigo. L’associazione nazionale sostiene con il proprio know-how le sezioni che lanciano progetti regionali, informa i soci sulle attività e promuove gli scambi di esperienze.

Allpura, l’associazione delle imprese svizzere di pulizia, ha presentato il progetto più recente, avviato in settembre in sei Cantoni della Svizzera tedesca, che permette ai rifugiati di seguire uno stage di tre mesi e di frequentare corsi professionali e linguistici grazie ai finanziamenti del fondo paritetico. Come ha spiegato la direttrice di Allpura Karin Funk, il settore investe molto nella formazione e nel perfezionamento poiché il 95 percento del personale ha un background migratorio. I partner sociali hanno sostenuto il progetto anche perché il lavoro è un elemento importante dell’integrazione: "Il lavoro permette ai rifugiati di costruirsi un’esistenza autonoma passo dopo passo".

Coinvolgimento dei partner sociali è fondamentale

Dal punto di vista dei sindacati, il coinvolgimento dei partner sociali è fondamentale affinché gli sforzi finalizzati all’integrazione nel mercato del lavoro vadano a buon fine. Secondo la presidente di Unia, Vania Alleva, i progetti di dialogo, nei quali rientrano anche i corsi di lingue FIDE organizzati per la ristorazione e il settore alberghiero, mostrano i risultati che si possono ottenere concretamente se padronato e sindacati uniscono le forze. I fondi paritetici finanziano da tempo corsi di formazione e perfezionamento a sostegno dell’integrazione. Questi fondi attingono ai contributi versati dai datori di lavoro e, in misura maggiore, dai lavoratori. La manodopera immigrata finanzia ampiamente attraverso i contributi sindacali le offerte che le sono riservate. Un aspetto – questo – che non bisogna dimenticare quando si chiede ai migranti di dar prova di responsabilità ai fini della loro integrazione.

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vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 03.11.2016

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