Libera circolazione delle persone: settima riunione del comitato misto Svizzera-UE

Comunicati, SEM, 25.06.2008

Bruxelles. Anche il bilancio del sesto anno successivo all'entrata in vigore dell'accordo sulla libera circolazione delle persone è positivo. Come ribadito nell'ambito della riunione odierna del comitato misto Svizzera-UE, l'attuazione dell'accordo siglato tra Svizzera e Unione europea (UE) non ha infatti causato problemi rilevanti. Il comitato misto si è peraltro chinato sull'attuazione delle misure accompagnatorie e sul riconoscimento dei diplomi.

Il bilancio dei primi sei anni trascorsi dall'entrata in vigore, il 1° giugno 2002, dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone concluso con l'UE è positivo; l'Accordo ha dato buoni frutti, favorendo il rilancio economico della Svizzera. Il 1° giugno 2007 sono stati aboliti i contingenti ed è stata introdotta la libera circolazione completa con i 15 vecchi Stati membri (UE-15/AELS) nonché Cipro e Malta. Tale apertura non ha provocato un aumento repentino dell'immigrazione in provenienza dallo spazio UE. L'immigrazione ha continuato ad essere dettata in prima linea dall'andamento congiunturale e dalla domanda di manodopera che caratterizza attualmente l'economia.

Durante il primo anno successivo all'abolizione dei contingenti (dal giugno 2007 al maggio 2008), è stato registrato un forte aumento (+ 79'000 rispetto all'anno precedente) del numero di permessi di dimora CE (permessi B, 5 anni) rilasciati, mentre la domanda di permessi di soggiorno di breve durata (permessi L, 4-12 mesi) è nettamente diminuita (- 50'000). Circa il 60 per cento dei nuovi permessi B sono stati rilasciati a persone già attive in Svizzera in virtù di un permesso di soggiorno di breve durata o per frontalieri (trasformazione di permessi). Complessivamente, dal giugno 2007 al marzo 2008 è stato registrato un aumento dell'immigrazione (in provenienza dagli Stati summenzionati) di 10'400 persone, pari al 9.6 per cento rispetto al medesimo periodo dell'anno precedente.

In seguito all'estensione dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone ai nuovi Stati membri dell'UE (UE-8), i contingenti destinati ai nuovi Stati dell'UE sono stati solo parzialmente esauriti. Lo scorso anno si è inoltre assistito a uno spostamento della domanda verso i permessi di dimora B (esauriti in ragione del 99%), mentre i permessi di soggiorno di breve durata L sono stati meno richiesti (esauriti in ragione del 67%). Ciò può essere spiegato con il fatto che il mercato del lavoro abbisogna viepiù anche di cittadini UE-8 ben qualificati con un rapporto di lavoro stabile, mentre la fase iniziale era stata caratterizzata segnatamente da una forte domanda di manodopera stagionale nei settori dell'agricoltura, della ristorazione e albergheria nonché del turismo.

L'incontro ha tematizzato inoltre diverse difficoltà nel contesto della prestazione transfrontaliera di servizi vincolata alle persone (dimoranti temporanei fino a 90 giorni). Ambo le parti hanno illustrato i rispettivi problemi d'attuazione: singoli Stati dell'UE criticano l'applicazione delle misure accompagnatorie nel settore dei lavoratori distaccati (regola degli 8 giorni, accesso alle informazioni relative alle condizioni lavorative e salariali in uso nella regione e nella professione, divergenze tra i Cantoni per quanto concerne l'attuazione delle misure).

La Svizzera accorda la priorità a una protezione efficace dei lavoratori e quindi alle misure collaterali contro il dumping salariale e sociale. È quanto ha rilevato in occasione dell'incontro, sostenendo del resto che tali misure sono compatibili con l'Accordo sulla libera circolazione. Nel contempo, onde garantire il buon funzionamento della libera circolazione delle persone anche nel contesto della prestazione transfrontaliera di servizi, sono tuttora in corso colloqui mirati con i Paesi limitrofi in vista di migliorare l'esecuzione (entro il quadro legale).

La Svizzera ha rilevato dal canto suo le difficoltà incontrate dai prestatori di servizi svizzeri distaccati nei Pasei limitrofi. Trattasi anzitutto di oneri burocratici legati all'adesione alla "Urlaubskasse" (cassa per le vacanze) tedesca, dell'obbligo di contribuire alle "Casse edili" in Italia o del precedente obbligo di assicurazione (garantie décennale) per le imprese edili in Francia.

Infine, la Svizzera ha informato in merito alla decisione del Consiglio federale di adottare la nuova Direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali, la quale semplifica il sistema europeo di riconoscimento reciproco. Il testo normativo dev'essere ripreso nell'Accordo sulla libera circolazione per decisione comune del comitato misto. Dapprima occorre però che l'UE e la Svizzera svolgano lavori preparatori in vista dell'attuazione della direttiva. Al momento si persegue un'entrata in vigore al più tardi all'inizio del 2010.

Nel settore del riconoscimento dei diplomi, la delegazione svizzera ha trasmesso incarti concreti dai quali emergono problemi d'applicazione dell'Accordo in taluni Stati membri (ritardi nelle decisioni o condizioni sproporzionate per l'ottenimento del riconoscimento).

La delegazione svizzera è presieduta per la prima volta dal Direttore dell'UFM, Eduard Gnesa. La delegazione dell'UE è presieduta da Matthias Brinkmann, della Direzione generale Relazioni esterne della Commissione dell'UE.

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 25.06.2008

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