Conferenza dell’UNHCR a Ginevra: la Svizzera accoglie nuovi gruppi di rifugiati siriani

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Comunicati, SEM, 27.06.2014. Versione corretta.

Berna. Nel quadro del progetto pilota deciso dal Consiglio federale nel settembre scorso, che prevede l’accoglienza di 500 rifugiati particolarmente vulnerabili, la Svizzera accoglierà verosimilmente 350 persone in provenienza dalla Siria di qui alla metà dell’anno 2015. Altre 150 saranno ammesse entro la fine del 2015. Lo ha reso noto il rappresentante della Svizzera a una conferenza dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) tenutasi venerdì a Ginevra.

Il cosiddetto progetto di rilocazione della Confederazione è un elemento centrale delle prestazioni di solidarietà della Svizzera a favore degli sfollati nelle regioni di crisi. Altri elementi centrali sono l’aiuto sul posto e la possibilità di beneficiare di agevolazioni temporanee per il rilascio dei visti. Le persone particolarmente vulnerabili che saranno accolte in Svizzera in gruppi scaglionati sono già state riconosciute quali rifugiati dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR).

Buona collaborazione con i Cantoni

Nel settembre 2013 la Svizzera si è impegnata, nell’ambito di un progetto pilota svolto sull’arco dei tre anni successivi, ad accogliere un totale di circa 500 persone particolarmente vulnerabili e a rilocarle sul proprio territorio. Sinora le persone entrate in Svizzera in virtù del programma sono 54. Il prossimo gruppo di circa 120 rifugiati che entrerà in maniera scaglionata in Svizzera dalla fine di luglio comprende 48 fanciulli sotto i 14 anni e 55 donne. Queste persone sono fuggite dalla guerra civile in Siria per rifugiarsi nei Paesi vicini, dove vivono in condizioni molto difficili. Durante i primi dieci giorni circa dal loro arrivo saranno alloggiati presso un Centro di registrazione e procedura della Confederazione, dopodiché saranno trasferiti nei rispettivi Cantoni di residenza.

La collaborazione tra autorità federali e Cantoni è partita su un’ottima base. Tutte le persone accolte nell’ambito del progetto pilota partecipano a un programma d’integrazione specifico nel Cantone di residenza. Il programma prevede, oltre ad altre misure di accompagnamento individuale (coaching), un corso di lingue intensivo e misure d’integrazione professionale e sociale. Il progetto pilota ha un carattere vincolante e si fonda sul principio del "promuovere ed esigere".

La Svizzera aveva accolto due gruppi di rifugiati siriani già prima che prendesse via il progetto pilota, ossia un gruppo di 36 cittadini siriani venuti da Homs dopo essersi rifugiati in Libano, nel settembre 2012, e un gruppo di 37 rifugiati iracheni fortemente minacciati in Siria, nel marzo 2013.

Oltre 3700 visti rilasciati in procedura agevolata

Nell’autunno 2013 la Svizzera ha peraltro introdotto agevolamenti sull’arco di poco meno di tre mesi per il rilascio di visti a cittadini siriani che hanno parenti in Svizzera. In virtù di questa decisione, le ambasciate Svizzere nei Paesi confinanti con la Siria hanno rilasciato oltre 3700 visti agevolati. 2947 beneficiari di questi visti sono già entrati in Svizzera, di cui 2171 vi hanno chiesto asilo e i restanti sono perlopiù ammessi provvisoriamente. A fronte della guerra civile, al momento nessuno è allontanato verso la regione.

Accanto alle misure sopra descritte, dall’inizio della guerra civile la Svizzera è venuta in aiuto alla Siria investendo sul posto qualcosa come 85 milioni di franchi.

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 27.06.2014

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