Integrazione: Rapporti e studi tematici


Rapporti sulla politica integrativa della Confederazione
    

Il Consiglio federale intende rafforzare l’integrazione: Rapporto concernente lo sviluppo della politica integrativa della Confederazione

5 marzo 2010

Il Consiglio federale ha esaminato in un’ottica globale la politica d’integrazione attuata sinora dalla Confederazione e ha approvato un rapporto sul suo ulteriore sviluppo. L’attuale politica d’integrazione va rafforzata in diversi settori. Resta centrale il principio secondo cui l’integrazione, oltre a essere promossa, va anche pretesa. L’idea dell’integrazione come compito pluridisciplinare vincolante delle strutture di regolamentazione competenti va maggiormente radicata. Occorre inoltre rafforzare la promozione specifica dell’integrazione.


Sviluppo della politica integrativa della Confederazione: Rapporto e raccomandazioni della Conferenza tripartita sugli agglomerati CTA

29 giugno 2009

Alla sua seduta del 29 giugno 2009, la Conferenza tripartita sugli agglomerati (CTA) ha preso atto del rapporto sullo sviluppo della politica d’integrazione svizzera e ha licenziato pertinenti raccomandazioni. Il rapporto e le raccomandazioni servono da base per la politica integrativa e per la promozione dell’integrazione attuate dai responsabili della CTA – ossia dal Consiglio federale, dai governi cantonali nonché dagli esecutivi delle Città e dei Comuni – come pure da altri eventuali attori, contribuendo così ad una maggiore coerenza della politica d’integrazione a livello nazionale.


Rapporto Misure d’integrazione 2007: deciso un piano d’azione per la politica integrativa

22 agosto 2007

Il 30 agosto 2006 il Consiglio federale ha preso atto del Rapporto sull’integrazione dell’UFM (luglio 2006) e ha incaricato tutti i servizi federali competenti di sviluppare possibili misure nei loro rispettivi ambiti. Il coordinamento del mandato del Consiglio federale concernente le misure d’integrazione è stato assicurato dall’UFM.

Il 22 agosto 2007 il Consiglio federale ha approvato un piano d’azione per la politica integrativa sotto forma del rapporto Misure d’integrazione 2007. Il rapporto contiene un pacchetto di oltre 40 misure concrete concernenti in prima linea i settori lingua, formazione e lavoro nonché sviluppo dei quartieri.

Il rapporto e pacchetto di misure, sviluppato da diversi uffici e dipartimenti competenti sotto la direzione dell’UFM, comporta anche una nuova organizzazione per quanto concerne l’attuazione e il coordinamento. Il coordinamento dell’integrazione e l’accompagnamento delle misure sono di competenza del Gruppo di lavoro interdipartimentale per le questioni delle migrazioni IAM, in cui sono rappresentati tutti i servizi federali interessati, sotto la direzione dell’UFM.


Rapporto 2006 sui "Problemi dell’integrazione degli stranieri in Svizzera"

30 agosto 2006

Il rapporto dell’Ufficio federale della migrazione presenta la situazione attuale dell’integrazione, elencando i fatti e le cause dei problemi, i servizi competenti e i principali provvedimenti esistenti. Il rapporto formula una stima concernente l’entità dei gruppi a rischio e illustra la necessità d’intervento (misure possibili). Stando al rapporto, l’obiettivo è di garantire alle persone immigrate le medesime opportunità di cui godono i cittadini svizzeri nelle stesse condizioni sociali. Il rapporto giunge alla conclusione che la coabitazione funziona grossomodo e che vanno perseguiti miglioramenti in priorità negli ambiti della formazione e del lavoro nonché dell’integrazione sociale nel contesto della coabitazione (quartieri ecc.).


Studi sull’interpretariato interculturale e sulla promozione linguistica
    

Studio "Interpretariato interculturale in ambito formativo"

marzo 2012

Dall’esperienza degli ultimi anni e da diversi studi emerge tutta l’importanza della collaborazione con i genitori e del loro coinvolgimento nella realtà scolastica di ogni giorno. Per le scuole è del tutto essenziale avvalersi del concorso di interpreti interculturali che facilitino lo scambio con i genitori in determinate situazioni. In questo modo è possibile creare i presupposti affinché le parti in dialogo si capiscano reciprocamente e non solo sotto il profilo puramente linguistico, ma anche per quanto concerne il sistema formativo e scolastico, i metodi d’insegnamento e educativi come anche i diritti e gli obblighi dei genitori. L’apporto degli interpreti interculturali è essenziale anche a fronte delle transizioni da un ciclo scolastico all’altro. Un’analisi degli esempi concreti indica precisamente quali strutture, strumenti e misure si dimostrano validi nella pratica.


Studio "Interpretariato interculturale in ambito sociale"

marzo 2012

In ambito sociale l’interpretariato interculturale riveste un’importanza cruciale. Infatti, sono frequenti i colloqui in cui sono veicolate informazioni complesse, aspettative chiare o diritti e obblighi degli interessati, oppure in cui sono convenuti accordi vincolanti. Se gli interlocutori non riescono a capirsi in maniera soddisfacente, la consulenza si rivela inefficace e gli interventi rischiano di essere inopportuni, per non parlare delle possibili, ingenti conseguenze giuridiche. Le raccomandazioni formulate dallo studio sono finalizzate a una maggiore armonizzazione e professionalizzazione, a medio termine, dell’interpretariato interculturale in ambito sociale. L’obiettivo è che, nelle situazioni che la richiedono, la collaborazione tra specialisti e interpreti interculturali sia considerata per così dire un’evidenza e sia consona agli standard professionali determinanti.


Studie "Rechtliche und strukturelle Steuerung des interkulturellen Übersetzens – Diskussion von erfolgreichen Beispielen"

Dezember 2010

Die Studie zeigt anhand vertiefender Darstellungen Beispiele des interkulturellen Übersetzens und Vermittelns aus der Praxis, die in ihrem Kontext überzeugen und erfolgversprechend sind. Die Beispiele sollen kantonalen Stellen und Institutionen im Gesundheits-, Sozial- und Bildungsbereich als Anregung dienen und Anhaltspunkte liefern bei der Einführung und Umsetzung von Massnahmen für interkulturelles Übersetzen und Vermitteln.

Die Studie wurde im Auftrag von INTERPRET, Schweiz. Interessengemeinschaft für interkulturelles Übersetzen und Vermitteln, von rc consulta Büro für sozial- und bildungspolitische Fragestellungen ausgearbeitet. Sie knüpft an den Bericht "Interkulturelles Übersetzen und Vermitteln im Sozial- und Bildungsbereich" der rc consulta vom März 2010 an (siehe weiter unten).


Bericht "Interkulturelles Übersetzen und Vermitteln im Sozial- und Bildungsbereich"

marzo 2010

Interkulturelles Übersetzen stellt sicher, dass in den Fällen - wo dies sinnvoll und nötig ist - eine klare Verständigung zwischen fremdsprachigen Personen und öffentlichen Institutionen stattfinden kann. Dies betrifft vor allem die Gesundheits-, Sozial- und Bildungsbereiche.

Das Bundesamt für Migration (BFM) hat eine Untersuchung in Auftrag gegeben, welche eine Auslegeordnung zum interkulturellen Übersetzen in der Schweiz erstellt. Die Studie soll erste Überlegungen zum Bedarf und zu den Finanzen anstellen, die Frage der Qualitätssicherung und der Vorgehens- und Einsatzweisen thematisieren sowie den Boden für die weiteren Arbeiten vorbereiten.

Diese Untersuchung liegt nun vor in Form der Studie "Interkulturelles Übersetzen und Vermitteln im Sozial- und Bildungsbereich: Aktuelle Praxis und Entwicklungspotenzial" von rc consulta Büro für sozial- und bildungspolitische Fragestellungen, Bern.


Assetto quadro per la promozione linguistica

L’Ufficio federale della migrazione (UFM) fornisce informazioni sui lavori in corso concernenti l’assetto quadro per la promozione linguistica nonché sul disciplinamento e sulle raccomandazioni attualmente vigenti nel settore della dimostrazione delle competenze linguistiche.


Rapporti su persone ammesse provvisoriamente e rifugiati
    

Miglioramento dell'integrazione nel mercato del lavoro dei rifugiati e delle persone ammesse provvisoriamente

Rapporto dell’incaricato per i rifugiati e l'economia, Dr. iur. Eduard Gnesa,
su mandato della Segreteria di Stato della migrazione (SEM)
giugno 2018

Nel 2017 la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha nominato l’incaricato per i rifugiati e l’economia affidandogli un mandato di sei mesi per avviare un dialogo con i datori di lavoro finalizzato a rafforzare l’impegno delle imprese nel campo dell’integrazione lavorativa dei rifugiati riconosciuti e delle persone ammesse provvisoriamente. Nel rapporto finale sull’attività svolta l’incaricato formula raccomandazioni per intensificare la partecipazione dei datori di lavoro all’integrazione dei rifugiati e delle persone ammesse a titolo provvisorio nel mercato del lavoro.


Rapporto finale "Valutazione del potenziale dei rifugiati e delle persone ammesse provvisoriamente"

Berner Fachhochschule / socialdesign
maggio 2016

All’inizio del 2015 la Segreteria di Stato della migrazione ha commissionato uno studio sulla valutazione del potenziale dei rifugiati e delle persone ammesse provvisoriamente. L’obiettivo era di costituire una base per l’introduzione o lo sviluppo di un case management (gestione dei casi) per i rifugiati e le persone ammesse a titolo provvisorio. La valutazione del potenziale è un elemento del tutto fondamentale di questo case management ed è il punto di partenza per l’elaborazione di un piano integrativo individuale. Il rapporto fa il punto della situazione e presenta alcuni studi di casi dai quali emerge che in numerosi Cantoni la valutazione del potenziale è già praticata e viene spesso integrata in una gestione dei casi. Grazie a un sondaggio svolto presso le persone attive nella "prassi", lo studio ha potuto individuare gli elementi chiave che dovrebbero essere contemplati in una valutazione del potenziale dei rifugiati e delle persone ammesse provvisoriamente. Un’integrazione professionale riuscita presuppone, per esempio, il previo svolgimento di accertamenti nella «prassi», per esempio nel contesto di uno stage.


Studio sull’integrazione nel mercato del lavoro delle persone ammesse provvisoriamente e dei rifugiati (analisi di dati dell’assicurazione contro la disoccupazione)

B,S,S. Volkswirtschaftliche Beratung
settembre 2014

Lo studio descrive il profilo socio-economico delle persone ammesse provvisoriamente e dei rifugiati che nel 2012 erano iscritti come disoccupati all’assicurazione contro la disoccupazione. Analizza inoltre l’impatto delle offerte proposte dall’assicurazione contro la disoccupazione sulle opportunità per queste persone di accedere al mercato del lavoro. Dallo studio emerge che, prima di cadere in disoccupazione, numerosi rifugiati e ammessi provvisoriamente avevano un impiego precario. Lo studio rileva altresì che queste persone rimangono in disoccupazione più a lungo della media. Non si delineano invece tendenze chiare per quanto riguarda l’effetto delle offerte proposte dall’assicurazione contro la disoccupazione sulle opportunità di rifugiati e persone ammesse provvisoriamente di accedere al mercato del lavoro.


Studio "Tasso d’occupazione dei rifugiati riconosciuti e delle persone ammesse provvisoriamente sul mercato del lavoro svizzero"

B,S,S. Volkswirtschaftliche Beratung e KEK-CDC Consultants
aprile 2014

L’UFM ha commissionato uno studio che analizza da un punto di vista storico il tasso d’occupazione dei rifugiati riconosciuti e delle persone ammesse provvisoriamente. Lo studio verte su un’analisi quantitativa e qualitativa (risultati di interviste e workshop con rappresentanti dei datori di lavoro). Per l’analisi quantitativa è stata predisposta una nuova serie di dati risultante dalla riunione di dati del SIMIC e dell’AVS. Su tale base è stato possibile monitorare per la prima volta l’evoluzione sull’arco di dieci anni dell’integrazione professionale sul mercato del lavoro svizzero delle persone ammesse provvisoriamente e dei rifugiati riconosciuti, come anche delle persone che beneficiano della disciplina applicabile ai casi di rigore.

Dallo studio emerge che il tasso d’occupazione dei rifugiati riconosciuti e delle persone ammesse provvisoriamente è nettamente aumentato nel corso dei dieci anni in esame. Lo studio fornisce altresì possibili spiegazioni per i tassi riscontrati e formula conclusioni e raccomandazioni d’intervento per migliorare l’integrazione sul mercato del lavoro delle persone ammesse provvisoriamente e dei rifugiati.


Studio "Costi e benefici dell’integrazione nel mercato del lavoro di persone ammesse provvisoriamente e rifugiati"

14 giugno 2013

Molti ammessi provvisori e rifugiati sono occupati in settori economici a basso salario. Il presente studio mostra il beneficio finanziario che apporta allo stato l’integrazione nel mercato del lavoro di persone ammesse provvisoriamente e rifugiate allo stato. Il rapporto presenta inoltre vari metodi che possono essere utilizzati per valutare l’effettività e i benefici in termini finanziari di programmi d’integrazione.


Depliant d’informazione: Persone ammesse a titolo provvisorio e il mercato di lavoro svizzero

ottobre 2012

L’UFM e il SECO hanno elaborato un depliant d’informazione "sull accesso delle persone ammesse a titolo provvisorio (permesso F) al mercato del lavoro e sulla loro integrazione in Svizzera".

Coscienti delle lacune d’informazioni e delle difficoltà incontrate delle persone ammesse a titolo provvisorio i due uffici federali hanno edito un depliant che chiarifica l’accesso al mercato di lavoro, alla formazione e all’ integrazione. Il documento indica alle autorità cantonali competenti nel campo della migrazione e dell’intregrazione le procedimenti da seguire in caso di un impiego di una persona ammesso a titolo provvisorio.

Il depliant sarà distribuito largamente alle istanze attive in questo campo. Si può trovare su questo sito internet (vedi link sotto). Il documento è disponibile nelle tre lingue nazionali e puo anche essere ordinato all’ ufficio federale delle costruzioni e della logistica (UFCL) col numero di pubblicazione 420.060.i.


Rapporto sui progetti d’integrazione per persone ammesse provvisoriamente e rifugiati 2006 e 2007

novembre 2008

Per promuovere l’integrazione professionale delle persone ammesse provvisoriamente e dei rifugiati, l’Ufficio federale della migrazione ha finanziato, nel 2006 e 2007, misure supplementari per un totale di ca. 3 milioni di franchi per ogni anno. In tale contesto sono stati svolti 33 rispettivamente 31 progetti cui hanno partecipato complessivamente 867 rispettivamente 932 persone. Il due rapporti allegati offrono uno scorcio delle attività svolte e presentano brevemente i partecipanti, i risultati conseguiti nonché le raccomandazioni scaturite da tale esperienza.


Rapporto finale sul controlling dell’integrazione per rifugiati con permesso

21 aprile 2008

Il rapporto finale sul controlling dell’integrazione per rifugiati con permesso è il risultato di una collaborazione fra Confederazione e Cantoni che ha avuto inizio già nel 2002. Il rapporto riunisce rilevamenti fatti fra il 2005 e il 2006 in 21 Cantoni sull’integrazione professionale e sociale, sullo stato di salute e sull’apprendimento delle lingue. Esso si focalizza sulla popolazione dei rifugiati con permesso B di cui è responsabile la Confederazione e apre nuove prospettive per la comprensione e il miglioramento delle diverse situazioni rilevate, in particolare formulando raccomandazioni.


Rapporto finale completo sul progetto pilota "apprendistato per rifugiati"

settembre 2008

Nel 2006 l’Ufficio federale della migrazione, in collaborazione con le associazioni economiche e settoriali, ha avviato una serie di progetti pilota "apprendistato per rifugiati" onde acquisire conoscenze in materia d’integrazione professionale dei rifugiati. Da allora, oltre cinquanta rifugiati riconosciuti hanno beneficiato dei provvedimenti di qualifica e di promozione linguistica nei settori dell’industria alberghiera e della ristorazione, della logistica, dell’edilizia, dell’economia domestica e della vendita. Al termine del progetto pilota, un partecipante su due ha trovato un impiego. Diversi studi accompagnatori apportano nuove conoscenze e raccomandazioni.


Formazione e lavoro
    

Punto della situazione sulla formazione degli adolescenti e giovani adulti giunti tardivamente in Svizzera

Ufficio di studi di politica del lavoro e di politica sociale BASS AG
gennaio 2016

Nel quadro della politica di formazione, Cantoni e Confederazione si prefiggono di aumentare al 95 per cento il tasso di giovani minori di 25 anni in possesso di un titolo di formazione post-obbligatorio. Al riguardo, gli organi nazionali della collaborazione interistituzionale CII – ossia le autorità federali e le conferenze nazionali dei settori della formazione professionale, dell'assicurazione contro la disoccupazione, dell'assicurazione contro l'invalidità, dell'aiuto sociale, della migrazione e dell'integrazione – hanno costatato una necessità di intervenire in priorità a favore degli adolescenti e giovani adulti che giungono in Svizzera tra i 16 e i 25 anni. Questi gruppi target, che non hanno frequentato la scuola in Svizzera, presentano in parte un maggiore rischio di non poter accedere a una formazione post-obbligatoria e, successivamente, di cadere in disoccupazione e a carico dell'aiuto sociale.

Nel quadro di un progetto della CII, la Segreteria di Stato della migrazione SEM ha pertanto incaricato l'ufficio BASS di inventariare in dettaglio le strutture, misure e forme di collaborazione esistenti nel settore della partecipazione alla formazione post-obbligatoria degli adolescenti e giovani adulti giunti tardivamente in Svizzera.

Il rilevamento fornisce indicazioni quantitative complete per quanto riguarda il gruppo target giunto in Svizzera nel periodo 2008–2013. Propone altresì possibilità migliorative in determinati campi d'azione quali l'informazione e la consulenza, la promozione linguistica, l'eliminazione degli ostacoli per quanto riguarda l'accesso alle misure formative, la promozione sistematica dell'integrazione nell'ambito della formazione post-obbligatoria oppure il potenziamento della coordinazione interistituzionale.

(Questi documenti non sono disponibili in italiano)


Religione
    

Studio "Il sistema di ammissione delle guide religiose – Uno studio esplorativo"

Alberto Achermann, Christin Achermann, Joanna Menet, David Mühlemann
maggio 2013

Le guide religiose possono svolgere un ruolo importante nel processo di integrazione. Ma chi sono le persone che operano in qualità di predicatori e guide spirituali nelle comunità religiose in Svizzera? Che status di soggiorno hanno e come sono eventualmente giunte in Svizzera? Di quali requisiti personali e professionali dispongono, che funzioni svolgono nelle varie comunità religiose e in che misura devono affrontare le sfide dell’integrazione?
Lo studio esplorativo traccia un quadro interessante e dettagliato della categoria professionale finora poco conosciuta delle "guide religiose", che si rivela così eterogenea come il panorama religioso in Svizzera, che negli ultimi decenni è stato caratterizzato da una molteplicità sempre crescente. I ritratti di sei personaggi illustrano questa situazione in modo molto chiaro. Lo studio analizza inoltre con occhio critico l’attuale sistema di ammissione, affrontando anche gli aspetti legali.


Rapporto "Dialogo con i musulmani 2010"

maggio 2011

Il rapporto riassume i principali risultati del dialogo, segnatamente il riconoscimento delle linee guida dettate dalla Costituzione federale quali l’uguaglianza giuridica, lo Stato di diritto e la democrazia. Illustra altresì quanto intrapreso dalla Confederazione per promuovere l’integrazione e le pari opportunità dei musulmani e per garantire la coabitazione pacifica di tutti gli abitanti del Paese. Quali esempi sono citati l’esame del sistema d’ammissione per consulenti religiosi, le soluzioni per conciliare i doveri religiosi con l’obbligo di prestare servizio militare e i possibili programmi di formazione e perfezionamento per Imam e consulenti religiosi.


Rapporti e pubblicazioni diversi
   

Rapporto finale "Migliorare l’accesso – sostegno all’interpretariato per le persone traumatizzate del settore dell’asilo nella psicoterapia", Progetto pilota 2016-2018

giugno 2018

Nel marzo 2016 la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha avviato il progetto pilota «Migliorare l’accesso - sostegno all’interpretariato per le persone traumatizzate del settore dell’asilo nella psicoterapia» della durata di due anni. Con il progetto pilota ci si proponeva di agevolare alle persone del settore dell’asilo e dei rifugiati l’accesso a trattamenti psicoterapeutici e psichiatrici proposti dalle istituzioni in essere. Al tempo stesso si intendeva dare la possibilità ai fornitori riconosciuti di trattamenti psicoterapeutici e psichiatrici di conoscere l’interpretariato interculturale e di ricorrere a interpreti interculturali professionisti. Al progetto pilota hanno partecipato 20 istituzioni di diversa entità attive in 12 Cantoni. Il progetto è stato sottoposto a una valutazione esterna su cui ci si è basati per redigere le presenti conclusioni. I risultati della valutazione sono disponibili.


Documenti concernenti la garanzia di qualità del volontariato nel settore dell’integrazione

settembre 2016

Il documento sulla la garanzia di qualità del volontariato nel settore dell’integrazione, è un complemento al rapporto "Contributo del volontariato nei progetti di promozione dell’integrazione e della convivenza interculturale" realizzato dal Interface di Lucerna, pubblicato nel mese di aprile 2016 e già disponibile sul sito dalla SEM.


Rapporto "Contributo del volontariato nei progetti di promozione dell’integrazione e della convivenza interculturale"

aprile 2016

Il presente rapporto, commissionato della Segretaria di Stato della migrazione (SEM), analizza il tema del volontariato nel settore dell’integrazione. Il rapporto mette in luce l’importanza del volontariato nel settore dell’integrazione e formula raccomandazioni sulla garanzia della qualità ad uso degli enti promotori statali e privati e dei sostenitori dei progetti di integrazione.

Lo studio evidenzia il contributo offerto dai servizi di volontariato nella promozione dell’integrazione e della convivenza interculturale nonché l’importanza del volontariato nel settore dell’integrazione. Esso analizza inoltre lo stato attuale della garanzia della qualità e indica le sfide a ciò connesse nell’ambito dell’integrazione.

In conclusione, il rapporto evidenzia il fatto che i volontari offrono um importante contributo alla promozione dell’integrazione e della convivenza interculturale. Le organizzazioni interpellate sono profondamente consapevoli dell’importanza del volontariato nel settore dell’integrazione e studiano l’applicazione delle esigenze di qualità a tale servizio.


Rapporto "Situazione lavorativa ed esigenze di formazione continua degli insegnanti dei corsi di lingua e cultura dei Paesi d’origine LCO). Indagine in sei Cantoni: BE, GE, JU, LU, SO e VD"

Calderón Ruth, Fibbi Rosita, Truong Jasmine. Berna e Neuchâtel.
novembre 2013

Il rapporto è stato cofinanziato con gli aiuti finanziari della Confederazione nel quadro della legge sulle lingue (art. 11 dell’ordinanza sulle lingue dell’UFC). Il rapporto contiene da un lato molto materiale che consente di comprendere meglio la situazione delle scuole LCO e favorirne l’integrazione nelle scuole dell’obbligo e dall’altro lato offre basi utili per la formazione e la formazione continua degli insegnanti della scuola dell’obbligo e soprattutto per la formazione continua degli insegnanti LCO.


Bericht "Ist-Analyse von psychosozialen Behandlungs- und Betreuungsangeboten für traumatisierte Personen im Asyl- und Flüchtlingsbereich"

Juni 2013

Die vorliegende Studie bezweckt eine systematische Erhebung bei den zuständigen kantonalen Stellen (kantonale Asyl- und Flüchtlingskoordinatoren/-innen sowie Kantonsärzten/-innen), dank welcher die Prozesse in den Kantonen im Zusammenhang mit der Behandlung und Betreuung von Personen mit einer Traumatisierung oder einer psychischen Erkrankung von verschiedenen Seiten beleuchtet werden soll. Das Ziel war es einen Überblick über den Bedarf und die bestehende Angebotslandschaft in der Schweiz zu erhalten.


Studio preliminare "Sfruttare il potenziale dei migranti: formazioni di recupero", rapporto finale

23 dicembre 2011

Lo studio preliminare relativo al progetto "Sfruttare il potenziale dei migranti: formazioni di recupero" è finalizzato a garantire la massima congruenza del progetto con le esperienze dei vari soggetti e dei loro gruppi target nell’ambito della procedura della struttura ordinaria. Con il progetto ci si propone di garantire un’integrazione professionale "equivalente" dei rifugiati e delle persone ammesse provvisoriamente altamente qualificati. In questo contesto, oltre allo studio preliminare sono state pubblicate pertinenti linee guida (vedi sotto).


Linee guida "Procedura della struttura ordinaria per il riconoscimento di diplomi, formazioni e pratiche professionali"

gennaio 2012

Il sistema svizzero di riconoscimento dei diplomi è molto ben sviluppato ma presenta qualche difficoltà per muoversi al suo interno e capire, per esempio, quali autorità sono competenti per quali aspetti. In altri termini, non risulta del tutto trasparente ed agibile per i migranti e le persone incaricate di assisterli e accompagnarli nel processo d’integrazione nel mercato del lavoro. Con le presenti linee guida ci si propone di rendere maggiormente comprensibile le complesse procedure inerenti al sistema formativo svizzero e di guidare i migranti nei vari iter da seguire.


Integrazione e sviluppo di quartieri nelle città svizzere di taglia piccola e media

MARS Michal Arend Research Solutions, Zollikon
gennaio 2008 

I problemi integrativi tendono ad accumularsi nelle agglomerazioni. Nel quadro del "Rapporto sulle misure integrative" (decreto del Consiglio federale del 22 agosto 2007), la Confederazione promuove pertanto lo sviluppo di quartieri in zone urbane selezionate. Il presente studio offre le basi per poter decidere quali quartieri sostenere nel quadro di progetti pilota (cosiddetti "Projets urbains"). Entrano in linea di conto segnatamente le città e agglomerazioni di taglia media che presentano deficit integrativi (che vanno accumulandosi) e non sono ancora riuscite a creare le necessarie istituzioni per la promozione dell’integrazione. Nell’interpretare lo studio va osservato che non è possibile raffrontare direttamente i Comuni tra loro: i problemi e le affermazioni vanno soppesati entro il loro contesto particolare.


Tra obbligo e incoraggiamento – politica integrativa in 5 stati europei

L’Organizzazione svizzera d’aiuto ai rifugiati (OSAR) ha svolto, su incarico dell’Ufficio federale della migrazione, uno studio sui modelli integrativi in alcuni Paesi europei. Per lo studio sono stati scelti Inghilterra, Scozia, Paesi Bassi, Svezia e Danimarca. Il fulcro del rapporto relativo allo studio è l’integrazione professionale. Sono descritti i diversi elementi del programma e il rispettivo successo dal punto di vista delle persone chiave coinvolte. Il rapporto contiene anche un capitolo dedicato a ciascun Paese.

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 18.09.2018