Principi per il trattamento delle domande d’asilo


La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) svolge le procedure d’asilo rapidamente e in conformità con i principi di uno Stato di diritto. In caso di rigetto della domanda d’asilo, le persone interessate sono sistematicamente allontanate dalla Svizzera.

Per garantire procedure d’asilo efficaci, la SEM definisce un ordine di priorità per il trattamento delle domande d’asilo. Le domande rientranti nella prima priorità – domande d’asilo manifestamente infondate – vanno sbrigate il più velocemente possibile. Per quanto riguarda le domande trattate in seconda priorità – quelle che potrebbero sfociare in un diritto di rimanere –, i casi più anziani vengono trattati per primi; per le nuove domande si dovrà contare con tempi d’attesa più lunghi.

L’ordine di priorità persegue gli obiettivi seguenti:

  • riduzione del numero di domande d’asilo che hanno prevedibilmente poche possibilità di essere accolte;
  • decongestionamento del settore dell’alloggio dei richiedenti l’asilo;
  • riduzione al minimo dei costi globali del settore dell’asilo.

Procedure celeri e procedura Dublino

La SEM svolge procedure d’asilo celeri (procedura in 48 ore e procedura «fast track») presso i Centri di registrazione e procedura (CRP) sin dal 2012. Di norma queste procedure vengono ultimate nelle 48 ore seguenti l’audizione sulle generalità.

Attualmente la procedura in 48 ore interessa i richiedenti l’asilo provenienti dai seguenti Stati:

  • Albania
  • Bosnia ed Erzegovina
  • Georgia
  • Kosovo
  • Macedonia
  • Serbia

La procedura «fast track» è invece applicata ai richiedenti l’asilo provenienti dai seguenti Stati:

  • Algeria
  • Gambia
  • Guinea
  • Marocco
  • Nigeria
  • Senegal
  • Tunisia

In caso di rigetto della domanda d’asilo è eseguito l’allontanamento. Con l’introduzione delle procedure in 48 ore e «fast track» il numero di domande d’asilo in provenienza dagli Stati in questione è nettamente diminuito e si è stabilizzato a livelli comparativamente bassi. Le procedure celeri e la rapida esecuzione hanno pertanto ridotto durevolmente il numero di richiedenti l’asilo provenienti dagli Stati le cui domande d’asilo sono insufficientemente motivate e che non hanno bisogno di protezione.

Se emergono indizi secondo cui il trattamento della domanda d’asilo incombe a un altro Stato Dublino, ad esempio allo Stato Dublino attraverso il quale è avvenuto l’ingresso illegale nello spazio Dublino, è presentata senza indugio a tale Stato una richiesta di presa in carico (accordo Dublino). Non appena lo Stato Dublino approva la richiesta, è emanata una pertinente decisione e il richiedente è trasferito in quello Stato. Le procedure Dublino possono, di norma, essere portate a termine rapidamente.

Allontanamento e ritorno sistematici

I richiedenti l’asilo che non ottengono un diritto di rimanere (asilo o ammissione provvisoria) sono allontanati sistematicamente, conformemente alla legge, nello Stato di origine o di provenienza. Nei casi Dublino l’allontanamento è eseguito nello Stato europeo competente. La Svizzera ha stipulato con circa 50 Stati accordi di riammissione che agevolano il rimpatrio. A determinate condizioni le persone da allontanare possono beneficiare di un aiuto al ritorno. L’aiuto al ritorno incoraggia la partenza volontaria di richiedenti l’asilo respinti e ne sostiene il reinserimento nei Paesi di provenienza. La SEM attua l’aiuto al ritorno in collaborazione con i suoi partner, la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM), i competenti servizi cantonali e le istituzioni di soccorso. L’aiuto al ritorno può essere sollecitato nei CRP, nei centri federali temporanei, nella zona di transito aeroportuale e nei Cantoni.

Grafica che illustra l’effetto della procedura in 48 ore: domande d’asilo mensili da Stati UE/AELS, da Stati europei esentati dall’obbligo del visto e da Kosovo e Georgia
enlarge_picture Effetto della procedura in 48 ore: domande d’asilo mensili da Stati UE/AELS, da Stati europei esentati dall’obbligo del visto e da Kosovo e Georgia

Dal 2012 le domande d’asilo dei cittadini di Serbia, Macedonia, Bosnia ed Erzegovina che non richiedono ulteriori accertamenti sono trattate nel quadro della procedura in 48 ore. Dal 2013 la SEM ha esteso questa procedura anche ai richiedenti l’asilo provenienti da Kosovo e Georgia. Nello specifico:

  • la procedura in 48 ore è svolta nei Centri di registrazione e procedura (CRP). I team che eseguono le audizioni portano a termine la procedura nelle 48 ore seguenti l’audizione sulle generalità;
  • una volta emanata la decisione negativa si procede senza indugio all’acquisizione dei documenti di viaggio sostitutivi e, nella misura del possibile, all’esecuzione dell’allontanamento direttamente dal CRP;
  • i richiedenti l’asilo respinti che non lasciano il Paese entro il termine prescritto sono oggetto di un divieto d’entrata (con effetto nell’intero spazio Schengen);
  • i richiedenti l’asilo respinti non ottengono né un aiuto al ritorno né, in linea di massima, il rimborso delle spese di viaggio.

Dall’introduzione della procedura in 48 ore, il numero di domande d’asilo di cittadini degli Stati in questione è nettamente diminuito e si è stabilizzato a livelli comparativamente bassi.

Grafica che illustra l’effetto procedura «fast track»: domande d’asilo mensili da Marocco, Nigeria, Tunisia, Algeria, Gambia, Guinea e Senegal
enlarge_picture Effetto procedura «fast track»: domande d’asilo mensili da Marocco, Nigeria, Tunisia, Algeria, Gambia, Guinea e Senegal

Si tratta di una procedura analoga alla procedura in 48 ore. La principale differenza risiede nel fatto che l’esecuzione dell’allontanamento, ovvero l’acquisizione dei documenti negli Stati interessati dalla procedura «fast track» è più difficile e può prendere più tempo. I richiedenti oggetto di una decisione negativa che non sono disposti a tornare autonomamente nel Paese d’origine hanno diritto unicamente a un soccorso d’emergenza. La procedura «fast track» è applicata per ora a soli sei Stati aventi un tasso di riconoscimento molto basso, ossia Marocco, Nigeria, Tunisia, Algeria, Gambia, Guinea e Senegal.

Anche l’introduzione di questa procedura, nel maggio 2013, ha indotto un calo durevole del numero di domande d’asilo in provenienza dagli Stati in questione.

(Questo video non è disponibile in italiano)
  


Informazioni in ...

    

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 31.05.2017