Programmi di reinsediamento dal 2013

Dal 2013 il Consiglio federale ha preso diverse decisioni per permettere alle persone particolarmente bisognose di protezione di entrare in Svizzera in modo diretto e sicuro.

Progetto pilota reinsediamento

Nel settembre 2013 il Consiglio federale ha deciso di accogliere, nell’ambito di un progetto pilota, un totale di 500 rifugiati particolarmente bisognosi di protezione entro la fine del 2015. Il progetto prevedeva una protezione permanente in Svizzera e una migliore integrazione per le vittime della guerra siriana che l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (ACNUR) aveva riconosciuto quali rifugiati. Tra il 29 novembre 2013 e il 9 dicembre 2015 sono state accolte in Svizzera 502 persone (99 famiglie e 19 persone sole). 338 cittadini siriani accolti provenivano dal Libano, altri 23 dalla Giordania. 141 persone (Iracheni e Palestinesi in provenienza dall’Iraq) vivevano come rifugiati nell’area metropolitana di Damasco e sono entrate in Svizzera direttamente dalla Siria. Al progetto pilota hanno partecipato otto Cantoni: San Gallo (121 persone), Ginevra (70), Soletta (61), Lucerna (60), Vallese (54), Basilea Campagna (49), Sciaffusa (44) e Uri (43).

Per promuovere l’integrazione delle persone interessate e sostenere i Cantoni, il Consiglio federale ha stanziato 12 milioni di franchi (24 000 franchi a persona). Il programma biennale di integrazione nei Cantoni partecipanti al progetto pilota ha perseguito sette obiettivi strategici e si è concluso alla fine del 2017.

Decreti federali del 6 marzo e del 18 settembre 2015

Nel marzo 2015 il Consiglio federale ha deciso di accogliere in Svizzera in maniera scaglionata sull’arco di tre anni altre 3000 vittime del conflitto siriano bisognose di protezione. Con il decreto del 18 settembre 2015 il Consiglio federale ha inoltre deciso di partecipare al primo programma europeo di ricollocazione (o relocation). L’accoglienza di 1500 persone prevista in questo ambito è stata computata sul contingente di 3000 persone bisognose di protezione deciso nel marzo 2015. Non sono stati stanziati fondi supplementari per l’integrazione nei Cantoni, tuttavia prima della partenza i rifugiati hanno ricevuto informazioni sulla Svizzera e sui diritti e gli obblighi qui vigenti.

Reinsediamento
Da un lato i decreti del Consiglio federale prevedevano che persone particolarmente vulnerabili trovassero protezione nel quadro di un reinsediamento a lungo termine (resettlement). Il programma pluriennale si è svolto in stretta collaborazione con l’ACNUR e si è concluso nel gennaio 2017. Sono giunte in Svizzera 999 persone ripartite su 35 gruppi.

Visti umanitari
Ad altre persone bisognose di protezione è stato concesso, dall’altro lato, un visto umanitario per entrare in Svizzera in modo sicuro. Il programma era rivolto esplicitamente ai parenti stretti (coniugi e figli minorenni) di cittadini siriani già ammessi in Svizzera a titolo provvisorio. Al momento della presentazione della domanda di visto, i beneficiari dell’azione dovevano trovarsi in Siria oppure esserne fuggiti per sottrarsi alle violenze e trovarsi in uno Stato limitrofo (Egitto, Libano, Giordania o Turchia) senza status di soggiorno consolidato. Tra maggio 2015 e gennaio 2018 (conclusione della misura) in questo contesto sono stati rilasciati 501 visti umanitari.

Ricollocazione
Il 18 settembre 2015 il Consiglio federale ha deciso di partecipare al primo programma europeo di ricollocazione (o relocation) riguardante 40 000 persone bisognose di protezione e deciso nel mese di luglio 2015 dall’Unione europea (UE). Si intendeva ricollocare in Svizzera 1500 persone in totale che erano già state registrate in uno Stato Dublino e vi avevano presentato una domanda d’asilo. Lo scopo era soprattutto quello di sgravare gli Stati Dublino situati alla frontiera esterna dell’UE e confrontati con un numero molto elevato di domande d’asilo. Nell’ambito di questo programma, tra maggio 2016 e marzo 2018, sono giunte in Svizzera 1500 persone provenienti dall’Italia (921 persone) e dalla Grecia (579 persone). Queste persone sono state successivamente sottoposte a una normale procedura d’asilo nel nostro Paese, il quale ha fornito così un ulteriore contributo a un modus operandi congiunto e solidale in Europa.

Decreto federale del 9 dicembre 2016

Il 9 dicembre 2016 il Consiglio federale ha deciso di accogliere in Svizzera, scaglionate su due anni, altre 2000 vittime. Questa azione è stata eseguita in stretta collaborazione con l’ACNUR e conclusa, come da pianificazione, nella primavera 2019. 1993 persone – principalmente famiglie siriane provenienti dal Libano e dalla Giordania –suddivise in 61 gruppi sono giunte in Svizzera, dove hanno ottenuto lo statuto di rifugiato senza dover essere sottoposte a una vera e propria procedura d’asilo.

Per sostenere l’integrazione delle persone coinvolte nonché i Cantoni, sono stati stanziati 24 milioni di franchi (12 000 franchi a persona). Prima della partenza i rifugiati hanno ricevuto informazioni sulla Svizzera e nei Cantono saranno accompagnati da un programma biennale di integrazione.

Misura umanitaria urgente Libia

Il 6 dicembre 2017 l’ACNUR ha inviato una lettera alla consigliera federale Simonetta Sommaruga, allora capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), in cui chiedeva alla Svizzera di accogliere per mezzo del reinsediamento 80 persone gravemente colpite dalla crisi libica. Il 7 dicembre 2017 la consigliera federale ha informato il Consiglio federale della prevista accoglienza di un massimo di 80 rifugiati come misura umanitaria urgente.

Da gennaio a maggio 2018 sono stati effettuati accertamenti in Niger, durante i quali sono state interrogate tutte le persone che l’ACNUR ha proposto per l’accoglienza. Alla fine sono state accolte 78 persone, tra cui 11 bambini e 2 minori non accompagnati.

Queste 78 persone sono giunte in Svizzera nella primavera e nell’estate 2018 e sono state accolte dai Cantoni BS (20 persone), SH (11), ZG (11), BE (10), VD (7), BL (5), AG (4), TI (4), SO (3), NE (2), FR (1). In Svizzera hanno ottenuto lo statuto di rifugiato senza essere sottoposte a una vera e propria procedura d’asilo. I rifugiati sono accompagnati nei Cantoni da un programma biennale di integrazione.

Decreto federale del 30 novembre 2018

Il 30 novembre 2018 il Consiglio federale ha deciso di proseguire la partecipazione al programma di ricollocazione dell’ACNUR e di accogliere entro un anno 800 rifugiati bisognosi di particolare protezione, in particolare vittime del conflitto siriano. Il nuovo programma si allinea perfettamente con i programmi di ricollocazione finora attuati dalla Confederazione e decisi dal Consiglio federale negli anni 2013, 2015 e 2016.

In Svizzera queste persone ottengono lo statuto di rifugiato senza essere sottoposte a una vera e propria procedura d’asilo.

Dal 1° maggio 2019 le misure per i rifugiati reinsediati sono attuate nel quadro dell’Agenda Integrazione Svizzera.

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 28.05.2019